Elenchino i presenti i motivi per cui una Inquisition qualisisiasi col suo bravo curriculum e la sua brava carriera concertistica iniziata nel 1985, dopo miglia e miglia macinate e sudate e dopo tutti quei concerti e dopo tutte QUELLE SONG (uccidetemi), alla luce di ciò che è successo al Madison Square Garden con lei Inquisition assente, ella non si debba subitaneamente dirigere verso la propria vettura e sfondarne il parabreeze con la propria capoccia.
 
Può darsi, ipotizzo, che vi sia in effetti un senso, in tutto ciò. Tipo che mi sto risparmiando per assistere all'intiero set di WOAD a Buffalo. Ciò, io non lo so.
Ma lo debbo accettare appunto, perchè io sto con Kierkegaard, la fede non è accettazione senza dimostrazione, è semplicemente fiducia senza riserve.
Ma penso anche che la verità sia che se intraprendi la carriera di fan itinerante questa rogna non finisci mai di grattartela.
Comunque.
Dopo un parto decisionale assistito e molto travagliato, e comunque sgravato incolpevolmente enne mesi fa, il Pada ed io abbiamo deciso di fare gli ultimi quattro concerti del tour in terra americana.
Sentiamo che esserci persi lo Spectrum è una mazzata brutta, certo. Ma per lo meno abbiamo visto due concerti ad aprile allo Spectrum, to'. E London calling, to'. E c'erano gli Orri lì con noi, e questo vale pure qualche cosa, essì.
Col Giants ce la possiamo fare, ce ne siamo visti molti, anche se mai abbastanza, di parking lots e di Rosalite e di Jersey girls, e ce ne vedremo ancora, Dio piacendo, il nuovo stadio è già pronto lì a fianco.
Il Madison Square Garden non esiste, la realtà non esiste, il Dio del rock esiste ma mi fa soffrire, e in ogni caso non voglio che mi faccia mai più così male, ma probabilmente succederà, e comunque se qualcuno di voi immaginasse cosa ho provato quella sera lì gli si stringerebbe un po' il cuore.
C'è stata quella sera lì di The river che sono uscita dal lavoro e mi ha scritto il Sari gigionando, e siccome io sono la Inquirinzia e detesto sopra ogni cosa le piagnone gli ho risposto anche abbastanza allegramente.
Poi mi sono avviata mestamente verso la macchina, il Cala era influenzato e poi non so se avrebbe capito che stavo proprio male per sul serio, ci capiamo ma non proprio ancora così bene. Il Pada dovrebbe capire ma ha cercato di consolarmi buttandola sulla battuta, ma quando il primo LP in assoluto che hai comprato 26 anni fa è stato The river e pensi a tutto quello che c'è stato in mezzo e tu non sei lì ad ascoltarlo, e invece il Lord e la vecchia zoppa di merda sì, e bastavano due settimane di anticpo cazzo, non tre giorni zio porco, la battuta proprio non ce la puoi. La Elvis capisce pure lei, e anche la Orra, ma alla fine la verità è che delle volte si può solo star lì a soffrire, e aspettare che passi. O sventolare verso il Madison Square Garden l'anello di Mordor e sperare che in una sola notte tutto si dissolva in un gorgo di lava.
 
Poi ho guardato un po' tra i cd, e la scelta è stata relativamente facile, l'unico cantante che io possa ascoltare quando Bruce mi sta facendo del male è Johnny Cash, e così ho messo su A hundred highways, e ho aspettato che la disgrazia ammericana si compisse, e scemasse.
 
Quindi, abbiamo deciso di fare gli ultimi quattro concerti perchè saranno gli ultimi. E per un bel po'.
E questo vale -forse- probabilmente, ma chi lo sa in fondo, essersi persi The price you pay a Philly.
E tutto quello che ha fatto allo Spectrum.
Ma tornare in Italia mentre poi Bruce e la Band suonano per quasi un altro mese in giro per gli States, sapendo cioè che loro sono là fuori a suonare e noi qua impossibilitati a raggiungerli, era cosa che io non posso nemmeno immaginare.
Già così al ritorno la mia vita si trasformerà in un gorgo di eventi senza senso, ma ALMENO il tour sarà finito, e io avrò visto gli ultimi. Che saranno gli ultimi per un bel po'.
Lui, non penso che passerà molto tempo, prima di rivederlo.
Ma i ragazzi, eh, mi sa che li dobbiamo salutare. Non dire addio, si badi. Salutare, accomiatarsi.
Bene.
Quindi, noi si va, dicevamo, Dio piacendo, a vedere Milwaukee, Nashville, Baltimore e Buffalo.   
Buffalo.
Dove minchia è Buffalo, come cazzo si fa a chiudere un tour a Buffalo, NY. A novembre. A gelarsi il culo sul lago Erie, sperando che non si scateni una tormenta di neve.
Una chiusura di Tour così ambita che ci sono ancora biglietti disponibili, per dire.
Ma noi, refrattari a la qualsiasi logica di mercato e di esperienza musicale, si va.
E mica solo lì.
Al momento sono in dirittura d'arrivo sull'organizzazione del viaggio, e sto stimando che prenderemo circa 13 aerei (che è già un bel numero, converrete) in 10 giorni. Se non li perdiamo. E se non cadono. E se non finiscono spazzati via da un tornado.
Perchè, avendo tra un concerto e l'altro due giorni di tempo scarsi, ovviamente li impieghiamo per percorrere quei 3350 chilometri, e andare nella terra di Hap & Leo (che è il Texas, buzzurri incolti) a mangiare bistecche di armadillo.
In realtà non è per quello, è che andiamo ad Amarillo, a causa di tre motivazioni nobilissime, che vado ad elencare:
c'è il Cadillac ranch
c'è la Route 66
c'è Lubbock, paese natale di Buddy Holly, con museo annesso, e statua del rocker.
Se non sono motivazioni nobili queste, e soprattutto se pensate che noi si possa resistere a una di queste attrazioni, non ci conoscete ma proprio peggnente.
Teniamo poi presente che pur scampando al tornado in Texas potremmo sempre rimanere impantanati a Nashville, Tennesse, davanti alla tomba di Johnny Cash, che, non so perchè, è vicino a una palude.
Ma potremmo anche cascare da una passerella andando sulle cascate del Niagara a Buffalo. Oppure, sempre per non farci mancare niente, siccome abbiamo deciso di allungare di quelle altre 1000 miglia la strada, che in effetti fin qua ci pareva troppo breve, andando a Cleveland potremmo trovare la Rock'n'roll Hall of Fame chiusa.
Oppure, semplicemente, speriamo che non ci perdano i bagagli, trasvolata su trasvolata su trasvolata.
Tutto può essere, non vi sono certezze.
L'unica certezza, come sempre, è che l'ultima sera, la sera dopo la chiusura del tour, la passeremo nel New Jersey.
Il perchè, a dire il vero non saprei.
E' che dovevamo scegliere se passarla a New York, o sul Boardwalk.
E a noi, appena ci dite Turnpike, Asbury Park o Motel 6 di New Brunswick, ci scatta dentro qualcosa che è evidentemente lo stesso processo che le madeleines innescavano in Proust, lo stesso sviluppo sputato preciso, e non ne possiamo uscire sani.
Ma vi penseremo (non è vero), ci mancherete (maddeche?), partire è un po' morire (aòòò! tiè tiè) e poi tanto vi portiamo con noi nel quore e quindi è come se foste con noi (ahahahah, ma veramente ci potete credere a 'ste fesserie? eddai, sveglia).
 
E niente, solo questo.
Ah no, anche un'altra cosa, anzi no, due.
 
Una è per Bibby, ma anche per tutti voi che volete credere: il sito di hotel che ho scelto stavolta per le prenotazioni ha per motto: Staying IS BELIEVING.
Abbè.
Ma in che? ma chi? ma cosa?
ma non lo so, però noi andiamo, e crediamo.
Americani.
E la seconda, bè, è per Bruce:
PLAY WHATEVER YOU WANT.
E grazie.
Inquisit's confidence was a little rusty at
00:56 of
venerdì, 13 novembre 2009

commenti (11)
"E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione".