Come è andata.
Vedete, a Berna ero in transenna, laterale tra le due pedane. E’ stato ridicolmente facile, siamo entrati dieci minuti dopo l’apertura dei cancelli per un tempo totale di mezz’ora scarsa di attesa, e ci saranno state cento persone nel pit. Anche volendo era impossibile non andare davanti. E proseguendo nel pomeriggio, il tutto ha continuato ad essere di una semplicità esemplare.
Fino alle 18.30 (il concerto doveva iniziare per le 19.00) non c’era praticamente nessuno, noi eravamo stesi spaparanzati e non abbiamo dovuto minimamente faticare per tenere il posto, se non combattere contro il porco caldo beduino della Svizzera sub sahariana.
Con "noi" si intende la sottoscritta affiancata a Uollas e Grinderman, (il Pada era stavolta assente, ma come si dice, sempre presente in spirito), più alcuni amici svizzeri.
Verso le diciassette, ma con moooolta calma, abbiamo deciso di fare dei cartelli di richiesta, visto che si era davanti. C’è stato un dotto consulto, e abbiamo prodotto Stolen car, Jole blon e Drift away (special request from Uollas). Racconterò poi di Bruce e del concerto e delle facce che ha fatto al cartello di Uollas.
Rimaneva un cartello da fare, ma ci eravamo un po’ scassati di giuocare con pennarelli e colori, e si era inoltre verificata un’impasse su cosa scegliere, se una di Johnny Cash, o dei Ramones, o dei Clash (i problemi della vita, mi rendo conto).
Alle sette di sera, sempre con molta rilassatezza, ci siamo alzati e abbiamo preso la transenna per benino. Nel frattempo io meditavo se scrivere qualcosa di personale a Bruce, tipo "*** shows attended, mi dai la tua armonica, PLEASE?". Però poi ho deciso che faceva cafone.
Allora c’ho pensato un altro po’, e un dieci minuti prima che iniziasse ho deciso di riproporre una frase che sempre scrivevo per Stevie quando prendevo una transenna back nel ’99 e poi nel 2003: Stevie, You’re my guitar hero.
Perché sapete, ci sono interi anni che voi non conoscete della mia vita springsteeniana, siete arrivati tutti all’incirca verso il The rising tour, e per quegli anni io avevo già una carriera di tutto rispetto, avevo fatto il cinquantesimo concerto nel 2000 al Madison Square Garden, e quindi certo magari vi pare strano perchè io non sto qua a menarla ogni momento su quanto mi piaccia Gary o sui brividi che mi vengono quando inquadrano le mani di Roy che suonano il piano o su che cosa abbia significato per me il ritorno di Stevie nella E Street per il Reunion tour, ma il fatto che non stia qua a parlarne ogni dieci minuti o che a me nei giorni odierni basti stare nel pit invece che andare davanti non vuol dire, mai, che loro non siano tutto per me.
Quando dico che io ho già dato, non è un’affermazione casuale, è proprio la vera verità. Ho preso le mie transenne e ho fatto i miei cartelli e ho avuto i miei sogni, quand’ero più giovane. E Bruce e la Band sono la mia vita.
Per dire.
Durante tutto il concerto ho continuato a sollevare davanti a Stevie il cartello nei momenti opportuni (logicamente sugli assoli di Nils o di Bruce ho avuto il pudore di non alzarlo). Un paio di volte mi è parso che guardasse dalla mia parte, ma ho abbastanza buon senso da capire che se sei in mezzo a centinaia di altre persone, anche se in prima fila e reggi un cartello per lui, è molto dubitevole che stia proprio indicando TE, anche perché non hai la minima idea di cosa stia capitando alle tue spalle (magari c’è una bionda tettona che gli sventola un cartello "Play with me"), e no, non sta indicando te, tipo.
Verso la fine del concerto hanno suonato Thunder road, e Bruce si è diretto verso un’estremità del palco, mentre Stevie veniva dal nostro lato. Mentre mi passava davanti gli ho alzato il cartello proprio davanti, e ho visto che lo guardava. Bruce era molto lontano e non potevo vederlo in quel momento da dove ero io, così ho continuato a rimanere rivolta verso Stevie. Uollas e Grinderman gli facevano ampi cenni per indicargli il mio pezzo di carta, e mentre lui era sulla pedana durante l’assolo di Clarence lo ha letto, e ha sorriso facendo una smorfia tipo "Eh ok ragazza, ma c’è crisi, come faccio a regalarti un plettro?" o viceversa "Eh ma come faccio a scendere fino lì per dartelo?".
Poi si è incamminato per tornare indietro, si è fermato davanti a noi, ha chiamato uno della Security, mi ha indicato e gli ha fatto cenno di darmi il suo plettro, a ME.
Spiace a questo punto notare che da quel momento la vostra cronista ha un buco nero al posto dei ricordi, e non ho la più pallida di che cosa sia successo dopo.
So che tutti mi hanno abbracciato e che io ho baciato il plettro che si trovava un momento prima in quella mano che stava suonando Thunder road, ma di altro, mi spiace, proprio non ho memoria.
Non è vero, comunque, non mi spiace.
Ah, il cartello non diceva proprio così paro paro. Il segreto di quello che c’era scritto rimarrà tra Stevie, la Inqui, Uollas e Grinderman.
Vostra Inqui,
con il plettro di Stevie che stava suonando Thunder road sulla scrivania di fianco al Talismano (chi l'ha capita, l'ha capita).
