Padaconversazioni in coda per il pit.

Pada: - Bè certo che uno dei cartelli potrebbero anche farglielo con la richiesta di Little Latin Lube Bu.

Inqui: Come? Cosa?

Pada: Little Latin Lubi Lu?

Inqui: Little Latin Lupe Lu!

Pada: E io che ho detto? Little Latin Lupi Bu!

Inqui: AIUTOOOO!

**********************************

Arrivando allo stadio il giorno del secondo concerto, troviamo per terra un sacco di braccialetti viola, il che non torna perché per pittare i braccialetti del giorno prima erano di colore giallo.

MiamiElisa: Cosa saranno cosa saranno???

Pada: Sì davvero cosa saranno cosa saranno???

Inqui: Io lo so.

MiamiElisa: Cosa cosa?

Pada: Sì, cosa cosa?

Inqui: eh eh.

MiamiElisa: Dei braccialetti di Manchester?

Pada: Dei braccialetti di Dublino?

Inqui: Mannò, sono dei braccialetti che davano ieri a chi aveva accesso al prato ma non al pit.

MiamiElisa: Cioè davano dei braccialetti di un colore diverso a chi poteva entrare nel prato ma che non poteva entrare nel pit?

Pada: Cioè davano dei braccialetti di un colore diverso a chi poteva entrare nel prato ma che non poteva entrare nel pit?

Inqui: Io, a voi due insieme di prima mattina e senza aver bevuto un caffè, non vi sopporto.

**********************************

Inqui: Il Bernabeu dovrebbe essere lo stadio più grande d’Europa, se non erro.

Pada: Sì, e infatti ciò mi fa ben sperare che troveremo facilmente i biglietti.

Inqui: ???

Pada: …

Inqui: Perché, vieni improvvisamente a Madrid?

Pada: No.

Silenzio.

Pada: Perché?

Inqui: Dubb…silenz..cos…mah?! (sono io, DEVO essere io, è evidente.)

Allora, il Bernabeu, DICEVAMO, dovrebbe essere lo stadio più capiente d’Europa.

Pada: Ma comunque no. No, secondo me è il Nou Camp, il più grande.

MiamiEliza: Stai parlando del Camp Nou, giusto?

Pada: Sì.

Inqui: E quanti ne tiene?

Pada: Mah, millecinque, anche duemila.

Inqui: Ma che cazz???

MiamiEliza: EH???

Pada: Cosa, cosa???

Inqui: …

MiamiEliza: …

Pada: No, mi ero distratto, pensavo al pit.

Sfiancate, io e la Maiema abbandoniamo la conversazione.

Voi mi capite, comunque.


Inquisit's confidence was a little rusty at
17:22 of
venerdì, 06 giugno 2008

commenti (14)

danny 11
So we closed our eyes and said goodbye…
 
L’altro giorno ero lì che mi pensavo ai fatti miei, arrivo al lavoro e apro la mia posta personale, chè della posta lavorativa mi interessa relativamente, diciamocelo, e c’era una lettera di una ragazza della mailing list americana segreta alla quale sono iscritta, che non è mica segreta intendendo che è tipo la Carboneria Springsteeniana o la Giovine America Springsteeniana, è segreta nel senso che è su invito, e per il resto è quindi celata alle masse, springsteeniane e non.
 
Allora essendo che io tanti anni fa ho ricevuto l’invito ho potuto accedervicisi, è tra l’altro praticamente l’unica mailing list che leggo, e neanche la leggo sempre, perché è una mailing list di sole donne che scrivono a volte minchiate ma veramente a mazzi, epperò stavolta c’era scritta una cosa che minchiata non mi pareva, e cioè che Danny Federici, il nostro Danny, era morto.
 
Ciò che è successo è che ho pensato che mi stavo sicuramente sbagliando, primo perché c’era scritto Danny passed away yesterday, che alla fin fine mi son detta può anche voler dire tante altre cose, perché pass c’ha anche ben altri significati decisamente meno sinistri, però purtroppo leggendo la mail ho dovuto accettare il fatto che Danny non aveva né fatto un abbonamento alla metro né dato la mano a qualcuno né approvato una legge, era semplicemente, meramente, certamente morto.
 
Detto questo mentre che me lo ripetevo per bene – è morto, Danny è morto- perché era un concetto che non mi riusciva di entrare in testa, era una cosa che mi pareva nuova e aliena e sconosciuta, non la morte eh, chè qua si son pianti padri, nonni e amici, intendo il concetto di E Street monca e ferita, e mentre mi giravo e rigiravo ‘sto penZiero nella capoccia ho iniziato a leggere qua e là commenti e lettere varie che principiavano a fioccare un po’ ovunque, e per lo più c’era scritto Addio amico caro, e Riposa in pace fratello mio, che adesso non si sta qua a criticare perché non è il caso, però non era amico né fratello di nessuno di noi, volendo proprio esser precisi, e d’altra parte sempre continuando a voler essere precisi io non ho mai sentito nessuno tranne uno, in tutti questi anni, proprio nessuno mai (a parte quest’uno) mentre che si aspettava in fila o nel prato o seduti o al bar o ai cessi se ne è saltato su dicendo capperi non vedo l’ora che si inizi ‘sto concerto così vedo Danny che pigia come un matto sul suo organetto. Ho visto fan che non vedevano l’ora di osservarsi Max e le sue botte da orbi di batteria, ho visto genti in deliquio per gli assoli dei chitarristi (no, non sto parlando di Patti), ho conosciuto qualcuno che avendo studiato piano non vedeva l’ora di sentire cos’avrebbe combinato Roy, e pure la Suzie ai giorni nostri c’ha i suoi bravi aficionados, e se è per quello quasi chiunque nel mondo springsteeniano conosciuto al concerto non vede l’ora che arrivi il momento di Clarence, ma di Danny in tutti questi anni, e sapete bene che non stiamo parlando di cinque o dieci e neanche quindici anni, in tutti ‘sti anni solo uno si è filato Danny sempre e comunque, e quest’uno mi sento di dirlo e proclamarlo a voce alta con la forza dei giusti è e rimane a imperitura memoria il Kave.
 danny 5
Io stessa, che ascolto Bruce dal 28 giugno 1983, da quando avevo tredici anni, io stessa che quest’anno faccio i 25 anni (e a legger questa cifra un po’ il cor mi si spaura ) di onorato ascolto springsteeniano e che ho avuto cotte cicliche per Garry Max e Stevie e Clarence a ripetizione, qualche anno l’uno poi l’altro poi l’altro e poi di ritorno di nuovo a Garry e si ricominciava ( ovviamente in tutto ciò Bruce uno e trino si ergeva sopra tutti loro ma non mi permettevo di fantasticarci sopra perché c’avevo (c’ho) la Sindrome da Non son degna di te nei suoi confronti) io stessa Danny l’ho sempre lasciato un po’ lì da parte, perché dai, seriamente, a sedici anni puoi anche trovare affascinante Stevie perchè comunque imbraccia una cazzo di chitarra, tra l’altro, ma un omino biondo con delle orecchie da Dumbo e delle pettinature improbabili che suona l’organo no dai, non è chiaramente possibile che ti faccia sesso, su.
 
Comunque se devo poi dire ciò che penso, e non vedo perché non dovrei dirlo visto che ho iniziato ‘sto post sedici pagine fa, ciò che penso non è che questi siano i soliti commenti autocompiacenti e autoindulgenti e lacrimosi Che è morto il tastierista di Springsteen ed essendo che sono fan devo pur dire qualcosa di mieloso e puccioso e strappacore, credo che purtroppo sia proprio finita un’era con la morte di Danny, e che comunque anche se di tutta la E Street (no, non sto parlando di Patti) noi in generale lui ce lo siamo filati proprio poco e pure di striscio, sì anche quelli che adesso Ah no io cercavo sempre la sua figura là dietro nell’ombra (sì certo), anche se poco lo abbiamo considerato eppure sapevamo che c’era, che lavorava là dietro facendo il suo porco lavoro, che era con Bruce dall’inizio e che se c’è sempre rimasto un motivo ci sarà, e che Danny era Danny era Danny, e ora che non c’è più tutti lo sentiamo eccome, e onestamente comunque noi ci vogliamo bene a Bruce e alla band, anche quelli che vanno in giro a dire AH io ce l’ho più lungo di voi l’elenco dei concerti visti, anche quelli lì in fondo un cuore pur se vicino al culo ce l’hanno, e quel cuore lì gli dice che Bruce e gli altri hanno sì, loro, perso un amico e un fratello e soffrono, e allora stiamo male anche noi tutti.
 danny 10






















Delle volte poi va bè uno si mette lì e non si capacita di come possano succedere certe cose, ma succedono e bisogna in un qualche modo venirne a capo, e allora quel giorno lì che ho saputo di Danny poi alla sera e di notte e poi il giorno dopo e poi la notte successiva (credo di aver chiarito il concetto) mi son messa lì e ho cominciato a richiamare alla mente tutte le volte che bene o male Danny è entrato o passato nella mia vita, perché naturalmente guardando le cose dal suo punto di vista io non sono mai stata altro che una degli ennemila fan spaccamaroni che ogni tanto gli si riproponevano a oltranza, ma bene o male questa gente qua, tutti quelli della band e Bruce sono nella mia vita, fanno parte della mia esistenza da 25 anni, e venticinque anni è una vita, venticinque anni vuol dire ere geologiche dal 1983, io che cresco, il nonno muore, università, lavoro, vado a vivere a milano, altri amici, mio padre muore, poi la nonna, un’amica in un incidente d’auto, amori trovati, amori persi, qualche amico pure, licenziamento, nuovo lavoro, nuova casa, vecchia casa, e in tutto ciò sempre sempre la musica di Bruce e della E Street in sottofondo, vicino, con me, e poi concerti, concerti, concerti, e allora come si vede la realtà percepita dalla vostra Inqui preferita e da per esempio Danny sono proprio due cose diverse e su piani anche abbastanza lontani tra loro, pur se con qualche punto di contatto, il che spiega perché se fossi morta io lui non avrebbe pianto, ma viceversa sì, naturalmente.
 danny 8
Allora per esempio io mi ricordo che la prima volta che l’ho incontrato personalmente di pirzona è stato nel ’99 mentre con Lord Voldemort si stava appostati fuori dall’hotel, e noi avevamo svenimenti e orgasmi a ripetizione mentre si palesavano Garry e Max e omioddddìo Stevie, e a un certo punto esce pure Danny, e voglio dire, Danny è Danny, non è che lo si snobba, massimo rispetto, perché cazzo comunque Danny è stato con Bruce e Garry sempre ma sempre dagli inizi proprio, e mentre si stava lì impacciati ma felici tra macchine fotografiche pennarelli vinili copertine ginocchia molli e quant’altro è uscita pure una signora bionda che ci ha detto EH dai la foto ve la faccio io, mettetevi in posa e pure tu – indicando Danny – mettiti in posa lì tra loro, e così abbiamo fatto la foto, e poi loro si sono allontanati mano nella mano e così abbiamo scoperto che quella signora lì era sua moglie, ed era stata molto gentile nonché carina. Poi dopo un mese o cosa io ero a Londra a uno dei concerti all’Earl’s Court e mi ricordo che ero abbastanza vicino al palco e Bruce ha attaccato Hungry Heart e io ho visto che nelle file del backstage si muoveva una signora bionda che avanzava verso il palco dal lato Danny e che mentre cantava Hungry Heart lo guardava e lo indicava e gli diceva I love you, e lui la guardava e di rimando sorrideva, sempre pestando sul suo organetto, e ho pensato che era una cosa affettuosa ma non zuccherosa, e mi piaceva.
 
Mi ricordo che una volta sempre nel ’99 si era lì in fila e si parlava con il migliore amico di Lord Voldemort, che conoscerete come a questo punto Severus Piton, il quale mi disse che si sentiva in colpa perché in tutti questi sconvolgimenti emotivi che ci avevano preso essendo che era il Reunion Tour e che stava facendo scalette coi controcazzi noi fan si tendeva un po’ a perdere il senso della realtà del palco, disse proprio così, la realtà del palco, e disse che oggettivamente se sul palco Bruce ci aveva messo tutti quegli strumenti un motivo c’era, e dunque era nostro dovere di fan concentrarsi e cercare di stare focalizzati non solo su BROOOOOCE e Max (che era oggettivamente gigantesco) e Stevie (che era decisamente un catalizzatore) e Clarence (che era mostruosamente imponente) ma su tutti nella loro globalità di band santiddio, e noi ah ah ah, ma che dici, noi siam qua che pensiamo che dovremmo stare in ginocchio sui ceci perché non siamo degni di assistere a cotanto e tu vuoi che ci concentriamo??? ma cheddici? e lui sìsì, e vi dirò di più, stasera io mi focalizzo su Danny, voglio riuscire a sentire tutte le sue parti, è necessario, e così fece, e dopo raccomandava tutto soddisfatto di provare anche noi, solo che noi obiettivamente non si poteva, non ce la si poteva fare, ai tempi. Un po' spiace anche a pensarci ora, però è ben vero che non si possono vivere certe esperienze come un concerto del Reunion Tour usando la logica, ma bensì piuttosto restringere il campo all’ammirata genuflessione.
 
Non mi ricordo esattamente com’è che il Kave c’ha avuto la folgorazio per Danny, cioè noi eravamo lì in estasi sempre per i soliti Stevie e Max e Clarence (e io Garry in sovrappiù) e lui un giorno ha cominciato a menarla con Danny, ma non mi riesce di rievocare precisamente il come e il perché. Però in compenso mi ricordo bene quella volta che gli abbiamo fatto fare appositamente una maglietta con una foto di Danny che c’è sul tour book del 1999, e gliel’ho data se non sbaglio prima di partire per i concerti in Inghilterra del 2003, e da allora è divenuta quel che si dice un Classico, se la mette ad almeno un concerto per tour, e garantito che è l’unico uomo (ma anche donna mi sa) nell’universo springsteeniano conosciuto a indossare scientemente una maglia di Danny Federici frrrrrom Flemington New Jersey.
 danny bruceband72
Poi mi ricordo che nel 2003 mi sono appostata davanti a uno dei due hotel papabili di Milano in cui poteva esserci la band, uno era quello dove era sempre storicamente scesa, l’altro era di una catena dove cominciava ad andare in Europa quell’anno. Erano le tre del pomeriggio del 27 giugno, e non c’era nessuno davanti all’hotel a parte me. Questo perché io avevo preso un giorno di ferie per dedicarmi all’appostamento, ma gli altri fan, stranamente, so che anche voi rimarrete basiti di fronte a questo fatto, gli altri fan preferivano andare a lavorare, nell’un giorno che c’era la E Street band in città. La gente, si sa, sono pazzi. Dice ma sarai matta te, sprecare un giorno di ferie per stare davanti a un hotel. Essì i giorni di ferie teniamoceli stretti per andare a Gabicce in coda tre ore sotto il solleone con l’aria condizionata rotta, è sicuramente meglio, come no. D’altra parte, ne rimarrà soltanto uno, eccetera eccetera.
 
Allora insomma ero lì davanti a ‘sto hotel chiedendomi se fosse lì la E Street o da qualche altra parte, visto che non si palesava nessun segno all’orizzonte, e verso le quattro balza fuori Danny dall’entrata secondaria e si incammina verso di me. Io che ero soprappensiero schizzo in piedi e rimango lì basita in mezzo al marciapiedi con il tastierista della E Street Band che mi viene incontro, e sapete com’è che tutta una serie di pensieri random cominciano a ballarti la rumba nel cervelletto come uccellini impazziti, con in più l’adrenalina che ti va a mille e la mente che in fondo non accetta la realtà di quello che ti sta succedendo e ti spara ossessivamente pensieri di negazione NO NON STAI GUARDANDO DANNY FEDERICI CHE TI CAMMINA INCONTRO E’ UN ERRORE C’E’ DECISAMENTE UNO SBAGLIO NEL SISTEMA, ERROR ERROR SYSTEM SHUTDOWN, e dopo aver sbavato un po' miracolosamente ritrovo la favella e po’ di buon senso e gli chiedo Se per favore Danny scusa…, e lui Sì, certo ma… Sei da sola? e si guarda intorno incredulo. E io anch’io mi guardo intorno ben sapendo che non c’era nessuno no, e quasi mi dispiaceva per lui, cioè sapevo che sarebbero arrivati prima o poi, e sarebbero stati pure troppi, volendo, ma in quel momento mi pareva che ci fosse rimasto male, pensieri assurdi, lo so, però non sapevo che dirgli e son rimasta zitta, e lui ha firmato ciò che avevo lì e poi se n’è andato a passeggio scomparendo dietro l’angolo di una casa. Al che poi io sono stata investita e abbattuta dall’ondata di adrenalina latente e ho cominciato a mandare messaggini isterici a tutti i miei ammisci Venite! Venite! sono quiiiii! aaaah!
Qui dove, cretina? riprenditi! In quale dei due hotel sei???
 
poi dopo un po’ Danny è rientrato, facendomi ciao con la mano, e dopo un altro po’ è ri-uscito, e a quel punto c’erano lì due dei miei ammisci con me, e lui si è fermato a firmare per loro e mi ha guardato e Roberto gli fa: Vedi adesso non è più da sola e Danny s’è messo a ridere.
 
Mi ricordo di una volta che Bruce ha cominciato a correre sul palco –non mi riesce di rievocare assolutamente che pezzo fosse o quale tour o dove - col microfono in mano porgendolo a tutti loro perché dicessero qualcosa, è arrivato da Danny, il microfono è saltato, l’ha scagliato via, Danny rideva, gliene hanno lanciato un altro, Stevie si sganasciava, Bruce l’ha rimesso sotto il naso di Danny gridando Dai dì qualcosa! e Danny ha alzato le spalle sorridendo e ha detto “HI!” e ho solo questa immagine piantata nella testa di lui che se la rideva e di Bruce che faceva il cazzone sul palco. Non è tanto no, è solo questo fotogramma di Danny sorridente, ma a me basta.
 danny 2
Ed eccoci qua, non grandi cose, e no, non grandi rivelazioni e agnizioni, solo piccoli momenti nella Inquipercezione del mondo riguardo a Danny, ma pensandoci in fondo qualcosa ci vien detto dai miei ricordi di quest’omino biondo, per esempio che tutte le enne volte che lo ho fermato da qualche parte per chiedergli un autografo o una foto lui ha sempre acconsentito volentieri e non se l’è mai tirata, e vi assicuro che non è mica così scontato, in una persona comunque ricca e famosa, e diciamoci anche che dev’essere una discreta sucazio avere ogni momento che esci e rientri e in tour e prima del concerto e dopo il concerto e durante e a casa e all’hotel ‘sta massa di genti che pretendono la tua attenzione, cazzo io mi spazientisco solamente a dover salutare ogni giorno il portinaio della mia azienda, vivaddio, no no cari, non è così scontato.
 
Parlando poi in questi giorni con altri fan che condividevano la loro percezione di Danny tutti hanno concordato su questo punto, che era gentile e sorridente sempre, no matter what, e questo vuol pur dire qualcosa, di un uomo.
 
So che Bruce e la band gli volevano bene, lo so perché a parte tutto non ti tieni una persona a lavorare con te per quarant’anni se è un emerito rompicoglioni e un idiota recidivo.
 
So che viveva con umiltà la sua notorietà, e che accettava peraltro tranquillamente il suo avere un ruolo defilato rispetto agli altri della E Street più esposti all’ammore e all’adorazione del pubblico.
 
So che suonava bene, e che ha sempre suonato nel modo giusto per Bruce.
 
So che avrà avuto una vita più facile e fortunata di molti altri perché se non altro ha potuto fare quello che voleva, suonare, e non aveva preoccupazioni economiche, ma so che avrà avuto i suoi bravi sucamenti e fantasmi da combattere come tutti.
 
Resta il fatto, certo, che non c’è più.
 
Questo è tutto ciò so che so di Danny, oltre al fatto che se io sono quello sono lo devo alla musica e ai testi scritti da Bruce e solo da Bruce, sicuro, ma messi in musica da Clarence, Roy, Max, Stevie, Danny, Nils e Garry.
 
Questo è tutto quello che so.
 
Quello che penso…
 
Penso a quello che gli deve essere costato sapere che stava andando a Indianapolis per il suo ultimo concerto, sapere che era probabilmente l’ultima volta che usciva da quell’ospedale in piedi, guardare in faccia la tua mortalità e avere voglia di correre ancora solo per un altro po’, e così c’è andato e ha suonato ed era felice, sorrideva molto, e penso anche agli altri, nessuno che non sapesse, nessuno che pensasse Ma và, sicuramente lo rifaremo, no, non lo rifaremo, è l’ultima corsa, ci piaccia o no, ma oltre che amici e fratelli siamo anche professionisti, e allora piangere in faccia al pubblico che non capirebbe no.
 danny 6
Penso che Bruce ha detto qualche anno fa che sono stati molto fortunati, come band e come amici, a non perdere nessuno per strada. Persino quelli che suonavano prima di questi qua sono ancora vivi, persino Vini Lopez, che era manifestamente il più indirizzato a far la fine di Brian Jones, e invece no, è ancora lì tutto sommato sano che se la ride. Sono stati molto fortunati, sì, ma come si sa, la fortuna, come la vita, è una roba un po’ bastarda, e soprattutto transitoria.
 
Penso che l’ultima volta che l’ho visto è stato il 13 ottobre 2004, al concerto delle Meadowlands.
 
Penso che ho fatto una piccola offerta al fondo per la ricerca sul melanoma come richiesto dalla sua famiglia perché in questi 25 anni ho speso le milionate per cazzeggiare intorno al mondo con loro, e un po’ di neuri per una cosa seria li posso anche dare, e anche perché loro sono sempre stati nella mia vita, e ho voluto poter scrivere un ringraziamento alla famiglia ed essere io per un momento nella loro.
 
Penso che lui è stato il primo di tutti loro ad andarsene, e ciò lascia gli amici i parenti e in fondo anche i fan a fare i conti con la mortalità, soprattutto -forse- la propria.
 
Però penso che mentre scrivevo tutto ricordando avevo un po’ il magone e sì, lacrime ne ho spese per Danny, ma mi sono ritrovata anche a sorridere, perché sono tutti bei ricordi, e sono tutti momenti felici della mia vita.
 
Allora penso che una leggenda che conosco dice che agli occhi dell’infinito nessun uomo vale più di un pugno di mosche o di un banco di pesci, e che quindi l’unica cosa che conta nella vita è spargere qualche raggio di sole lungo il cammino, e di raggi, dear Danny, nella mia ne hai sparsi parecchi, e per questo hai il mio amore e la mia gratitudine.
 
Così quindi sì, a voi vi parrà magari brutto che si stia qua un po’ a ridere e un po’ a piangere, ma che vi devo dire, io mi sento che quello che Bruce e la band decideranno di fare a me andrà bene comunque, come è sempre stato, e questa è l’unica risposta che ho.
 
Andiamo avanti un po’ più tristi e un po’ più vuoti e un po’ più all’ombra di prima, ma andiamo avanti, perché un senso non c’è, o almeno io ho smesso di cercarlo, eppure lo sopporto, come sempre, grazie a Bruce, e ai ragazzi della Band. 
 Danny e Gary[1]
L’amore è un castigo.
 
Siamo puniti di non aver saputo restare soli.
 
Marguerite Yourcenar
Inquisit's confidence was a little rusty at
10:15 of
venerdì, 25 aprile 2008

commenti (11)
"E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione".