Navi in fiamme, il ritorno.

 Allora, una cosa che vi volevo proprio raccontare delle tante robe assurde alle quali ho assistito in anni e anni (e anni) di militanza springsteeniana è questa qua.

Nel 2005 io e il Pada si era alle Meadowlands, e Bruce tra varie cose (Lost in the flood !), (Santa Ana !!), (Thundercrack !!!) quella sera suonò Drive all night, e voglio dire, anche se non dovrei dirvelo, ma ve lo dico, e ve lo ridico, HA SUONATO DRIVE ALL NIGHT porca minchiazza puttanazza!!! AAAARGH!!!

ecco, più o meno la nostra reazione è stata questa.

Comunque, finito il conzerto il Pada ed io si è scesi per salutare Suellen e Jay, ed ecco che Suellen con aria anche un po’ dispiaciuta se ne esce con:” EH siccome mi scappava son dovuta andare in bagno, e così mi sono persa Lost in the flood e Drive all night.”

Alla nostra espressione di orrore barra raccapriccio barra dispiacere, perché tra l’altro noi a una simile sciagura avremmo una sola possibile reazione, il suicidio immediato e senza interposizioni nel parcheggio delle Meadowlands, e quindi provavamo anche un certo rincrescimento al pensiero che erano gli ultimi momenti che trascorrevamo con la nostra amica, lei disse: “ EH d’altra parte mi scappava, e comunque si sentiva abbastanza bene, dal bagno.”

Capito? EH! D’altra parte in effetti anch’io l’ho ascoltata un sacco di volte, a ben pensarci, che ci vuole, basta mettere su il cd di The river, non è che ci vuol molto a sentirla, no?

penzare che noi ci siam fatti ten thousand miles per sentirla, penzare. Eh.

 

Inquisit's confidence was a little rusty at
16:43 of
sabato, 03 novembre 2007

commenti (6)

(disumanità varie da Londra a Milano passando per Bologna e Roma )
 
In viaggio verso Roma, io e il giovane Padawan Emanuele, che mi segue lungo le vie della Forza Springsteeniana, ascoltiamo Roses and broken hearts. Comincia Brilliant disguise, e io gli racconto che quando stava per uscire il singolo, nell'87, avevo telefonato alla mia amica Bobby per dirglielo. Però lei, grazie anche al mio perfetto accento cockney acquisito all'Istituto Sacra Famiglia delle Suore orsoline orsacchiotte della mia città, aveva travisato il significato del titolo, capendo : Brilliant these guys. Al che Bobby era partita per la tangente immaginandosi una canzone con tutta una storia sotto TIPO una gang che era la più scaltra del quartiere, oppure TIPO che c'erano dei ragazzi di strada che erano in gamba e riuscivano ad affermarsi, e quindi: Brilliant! oppure... Qui l'avevo interrotta, per sillabarle il titolo, e lei c'era rimasta un pò male, trovandolo forse poco promettente.
 
Comunque qualche ora dopo Bruce suona la tour première della canzone, perchè in ogni caso anche nel nuovo ordine mondiale di un tour acustico tutto ha un senso, o il suo bel perchè, come dice mia mamma.
  
 
NORDICI.
 
A Londra, mentre aspettiamo davanti all'hotel di Bruce, giusto per fare un pò di conversazione mi metto a parlare del nuovo album con una danese dai capelli color Pippi calzelunghe e con inquietanti sopracciglia unite nel mezzo. Le chiedo se le piace quella che è probabilmente la mia preferita, Jesus was an only son.
 
"No", mi risponde.
 
"Perchè" spiega " sono nordica."
 
"I nordici" mi illumina, " non possono apprezzare riferimenti di estrema cattolicità." 
 
Mi muovo dal delicato argomento delle guerre di religione, e decido di parlare del concerto di quella sera. "Hai dei bei posti?" chiedo.
 
"Sì, e tu?"
 
"Abbastanza", rispondo. "Ne ho trovato uno ieri da un bagarino, ed è piuttosto buono. "
 
"Se l'hai comprato da un bagarino è certamente falso" mi rassicura. "Perchè qui, come in tutti i Paesi nordici, i biglietti sono nominali, e ti fanno entrare solo se mostri la carta d'identità data all'acquisto."
 
Non ricordo che nulla di simile fosse stato detto durante la vendita dei biglietti di Londra, e glielo dico ostentando indifferenza, e COMUNQUE l'Inghilterra non è un paese nordico, e intanto mando frenetici messaggini a tutti gli amici a casa chiedendo se per caso questa cosa alla svedese funziona anche per la Gran Bretagna.
 
"Sai" riprende Pippi ciarliera dopo una pausa, forse avvertendo correnti di vento gelido dalle mie parti, "Noi nordici siamo il pubblico preferito di Bruce."
 
"Ma davvero? Ah però, complimenti!"
 
Annuisce tutta soddisfatta. :"Sì, infatti fa sempre molte date nei nostri Paesi. E gli piacciamo, perchè siamo molto calorosi."
 
"Questo perchè" spiega "siamo nordici."
 
  
POSTI NUMERATI, parte uno.
 
Roma.
 
"Aho maddechè ma che vuor dire posto numerato, io son qua dalle sette di stamattina e mme siedo dove voglio."
 
Signorina dell'organizzazione, gentilissima :"Guardi signore, mi dispiace, però l'altro signore ha i posti numerati, ha anche pagato di più, e lei deve gentilmente accomodarsi nell'altro settore..."
 
"No, che vuor dire numerato, io sono arrivato prima quindi c'ho la precedenza!"
 
Signorina :" Signore, mi dispiace, ma non deve creare un problema..."
 
"Problema, che problema, io non creo problemi, è che c'ero prima io, e nun me alzo!"
 
Voce da dietro: "A Lazzaro, vedi d'alzarti e camminare, o caccia li 30 euri in più che tutti qua èmo gggià dato!"
 
  
DROP LINE, parte uno.
 
Londra. I biglietti per gli unici due concerti inglesi sono esauriti da tempo, e ciò è normale. Quello che è veramente inquietante è che per l'ultima serata nemmeno i bagarini hanno i biglietti, cosa che mi getta nel panico più assoluto, perchè è una cosa che veramente non ho mai visto accadere in enne anni di onorata carriera di fan al seguito. Nel pomeriggio prima dello show si sono assistite a scene surreali del tipo che io andavo a scuotere per le braccia i bagarini lì fuori al grido di " Ti preeeego vendimi un bigliettoooooo!" con loro che rispondevano "Scusa guarda ma davvero non ne ho, passa più tardi!"
 
Ma procediamo per ordine. Datosi che non ci sono alternative, io e il Sasso andiamo a informarci alla biglietteria della Royal Albert Hall per chiedere a che ora sarebbe iniziata la Drop Line il giorno dopo.
 
" Per il concerto di domani " mi informa il gioviale addetto, uno di quei tipi paciocconi e sorridenti che in momenti di tensione agonistica di prevendita biglietti vorresti solo poter prendere a randellate, così tanto per sfogare un pò l'eccitazione, " il box office apre alle 9.00 del mattino."
 
"Quindi, " ammicca gaiamente " potete passare già verso le 17.00 e chiedere se ci sono biglietti. THAT will be WONDERFUL. "
 
A tale assurda proposta scoppio in una risata nevrotica, poi mi riprendo ed esco.
 
Tornando all'hotel con il Sasso, ragiono. " Se la prevendita apre alle 9.00 in coda per la drop line a quell'ora ci saranno gli inglesi. QUINDI noi dovremo andare lì alle 8.00, DUNQUE punta la sveglia alle 7.00."
 
Il Sasso brontola un pò perchè abbiamo poche ore di sonno arretrato tra concerto precedente e volo, ma si adegua.
 
A sua insaputa, tuttavia, punto la sveglia alle 6.00, così alle 7.30 siamo già per strada, con lui un pò intontito e vagamente insospettito dalla mia insolita alacrità mattutina.
 
La giornata sarà lunga e varia, costellata da diversi episodi di istericità man mano che l'ora di inizio del concerto si avvicina. Non sappiamo se ci sono biglietti, nè quanti, in caso, e più le ore passano, e meno biglietti hanno i bagarini, più la tensione si aggrava. Ci daranno i biglietti quarantacinque minuti prima del concerto, e a questo punto io sono così terrorizzata all'idea che non entreremo, che forse davvero non entreremo, che sono solo un fascio di vestiti accasciato in un angolo del piazzale della royal albert hall, e non mi preoccupo nemmeno più che qualche piccione possa trovarmi attraente per depositare il proprio guano. 
 
 
 
FANS, parte uno.
 
Il Premio Scimmia Urlatrice del Borneo va a quel primate subumano che a Roma durante Silver Palomino in un momento di rara intensità emotiva ed artistica ha avuto il coraggio di emettere un nitrito. E COMPLIMENTONI!!!
 
 
 
DROP LINE, parte due.
 
Il capo lista alla royal albert hall è un americano di mezz'età che ha preso un mese di ferie e si fa tutto il tour europeo di Devils and dust. Non ha biglietto per nessuna venue, - "Ma non c'è problema" - mi informa tranquillo, -"faccio la drop line dappertutto, e si trovano sempre". Tace un momento.
 
"Secondo te, a che ora mi conviene mettermi in fila a Bologna? " si informa.
 
All'idea di Candido in fila nel parcheggio del Palamaguti deserto preda di bagarini e di avidi fans che gli girano intorno come avvoltoi io e una mia amica romana decidiamo di aiutarlo, e gli promettiamo di trovargli noi un biglietto per le date italiane. Lui si mostra gratissimo, ma non capisce bene perchè da noi la drop line non esista. Tento di spiegargli che la nostra prevendita dei biglietti è qualcosa di simile a una campagna militare con molti decessi e nessun prigioniero, ma sento che in qualche modo crede che noi si stia esagerando. Questi italiani - leggo nei suoi occhi pensierosi-sempre a strafare. 
 
POSTI NUMERATI, parte due.
 
Bologna.
 
Quattro miei amici vengono arbitrariamente arretrati di qualche fila dall'organizzazione perchè al loro arrivo trovano che dove avrebbero dovuto esserci i loro posti è piazzata invece la telecamera per le riprese dei mini megaschermi.
 
"Perchè " spiega il cameraman " non potevano mica sapere dove mi sarei messo io con la telecamera, quando hanno venduto i biglietti."
 
EH!
 
 
 
GIORNALISTI.
 
Il giorno dopo il concerto di Roma compriamo il Messaggero e dall'articolo sullo show apprendiamo che Bruce ha aperto con la musica di C'era una volta in America e che ha suonato una divertente versione della canzone Ram-road.
 
 
 
FANS, parte due.
 
Roma, attacco di Incident.
 
Un ragazzo davanti urla BELLISSIMO, zompa in piedi, si risiede, dice a voce squillante :" Ora me la voglio proprio sentire TUTTA!", dopo dieci secondi tira fuori il cellulare, lo accende, digita un numero, guarda il display, dà di gomito all'amico seduto a fianco che sta cercando di ascoltare Bruce per fargli vedere a chi cavolo sta telefonando, alza il cellulare nel vuoto perchè il beneficiario possa godere dell'ascolto di cotale e cotanta canzone, lo riabbassa, fa una risatina al telefono, dice :"Sì, la sta suonando, era una vita che volevo sentirla!" ( PECCATO che tu non te la stia ad ascoltare, O ENORME CUMULO DI STERCO DI VACCA!!!), ridacchia, e su "Portorican Jane" finge una lacrima di commozione, falsissima, per vedere se la ragazza seduta di fianco, colpita da tale manifestazione di sensibiltà, non si decida a dargli il suo numero di telefono. Peccato che si sia dimenticato di spegnere il suo cellulare, nel frattempo, e PECCATO, davvero, che il beneficiario stia parlando a voce così forte che nei dintorni si sente tutto quello che sta dicendo ( minchiate che non riguardano minimamente Bruce o Incident o Spanish Johnny, peraltro ).
 
A fine canzone tutti applaudono come disperati, e questo idiota dotato di ben mezzo cervello, e da tale metà eccessivamente gravato, si sbraccia al grido di BRAVO!!! BENE!!! e cose simili.
 
Spero che si ammali di qualcosa di molto doloroso in un punto che faccia la gioia di un esperto in rettoscopia.
 
 
 
OTTIMISMO.
 
Bologna.
 
Sono circa le 18.00. Una ragazza che conosco si sta impanicando perchè la sua sorellina dodicenne è arrivata alla stazione di bologna, ma la persona che avrebbe dovuto andarla a prendere per portarla al concerto è in estremo ritardo e non hanno modo di comunicarglielo (la sorellina è l'unica dodicenne italiana sprovvista di cellulare.)
 
L'accordo è che lei attenda i soccorsi alla biglietteria della stazione, ma il ritardo sarà davvero consistente, perciò decidiamo di chiamare le pagine gialle per farci dare il numero di telefono della biglietteria, e di lì provare a contattarla. L'unico numero che si trova in elenco è però un generico Ufficio Stazione di Bologna. Lo chiamo, ignara del beffardo destino sempre in agguato.
 
"Sìììììììì?"
 
"Senta, guardi, per cortesia, sarebbe possibile parlare con l'ufficio della biglietteria?"
 
"No, i biglietti si comprano on line, o sennò direttamente al banco. Per telefono, no."
 
"Sì, ma scusi, non è per un biglietto, veramente..."
 
"E neanche diamo informazioni sugli orari dei treni!" continua imperterrito.
 
"Sì, però guardi, è una cosa un pò particolare..." decido di esagerare un pò la gravità della situazione. " Si sono perse due persone, una è una bambina, e l'unica cosa che sappiamo è che era stata vista alla biglietteria della stazione, perciò..."
 
"Chi si è perso?"
 
"Una bambina. Sappiamo che era alla biglietteria, se potesse QUINDI passarmela..."
 
"Chi?"
 
"La biglietteria!"
 
"No, perchè siccome non si possono fare i biglietti per telefono non ce l'hanno. "
 
"Ho CAPITO che non si possono fare i biglietti per telefono, ma intende che fisicamente in tutto quell'ufficio non c'è un telefono?"
 
"Eh, QUESTO non lo so" ( enfasi sul "questo", a indicare che vi sono poche cose su questa terra che EGLI ignora, a parte quali e quanti e SE telefoni vi siano nell'ufficio biglietteria.). "Ma comunque, la bambina dove si è persa?"
 
Mi sembra di essere in un dialogo dell'assurdo di Ionesco.
 
"Alla STR@@@@MAL####DET§§§§ IMA biglietteria!!!! "
 
"Comunque " riprendo stancamente "cerchiamo di capirci bene: la biglietteria della stazione non ha nessuno numero di telefono che io possa chiamare?"
 
"No!" conferma, lieto che il concetto mi sia chiaro. Poi, forse impietosito dalla situazione, prova a illuminarmi la giornata: "Ma senta, signorina, non si preoccupi! Se si sono persi, si ritroveranno!"
 
E sull'ala di questa perla di saggezza Guerriana, prima che attacchi con un Se son rose fioriranno, VAI DI OTTIMISMO!!!, gli riappendo in faccia.
 
 
 
FANS, parte tre.
 
Roma.
 
Seduto al mio fianco c'è un ragazzo simpatico, pare abbastanza competente, riconosce Incident, si commuove su State Trooper, non parla, segue in rispettoso silenzio il concerto. Poi Bruce esclama: " Grazie, Roma!" e detto ragazzino zompa in piedi gridando a squarciagola :" GRAAAAZIEEEEE ROOOMAAAAA!!!" sulle orribilanti note dell'orribilante canzone dell'orribilante ladro di canzoni antonello agnolotto venditto.
 
Come può scaderti una persona nell'arco di mezzo secondo in due sole mosse.
 
 
 
BIGLIETTI NUMERATI, parte tre.
 
Milano.
 
In coda per il bagno, assisto a un ameno scambio di opinioni.
 
Ragazzo della security. "No, signore, qua non può entrare con quel biglietto, qui solo posti numerati."
 
Signore con capelli bianchi per aria, occhiali e borsetta di una moglie dimenticata da qualche parte a tracolla: "Come, non posso entrare? Non va bene il mio biglietto?"
 
"Sì, il biglietto va bene, ma non per questo settore. Qui è solo per i posti numerati. "
 
"Come, settore? Come, numerati? non capisco."
 
"Con quel biglietto non ha accesso a questo settore. Deve andare in quell'altro settore là, dove hanno i posti non numerati. "
 
"Ma cosa vuol dire che devo andare di là? di là dove? "
 
"Signore, QUESTO biglietto per QUESTO settore non va bene. DEVE andare in quegli altri posti, non numerati."
 
"Quindi qua sono tutti numerati?"
 
"Sì."
 
"Tutti?"
 
"Sì."
 
"Tutti numerati?"
 
"Sì."
 
( il dialogo promette sviluppi veramente interessanti.)
 
"E allora dove vado?"
 
"Là. Su per quella scala dove c'è il cartello che dice: Secondo anello NON numerato."
 
( Sospetto un tentativo di sarcasmo da parte dell'addetto, peraltro sprecato, contro un simile avversario.)
 
"Allora vado là?"
 
"Sì, vada là."
 
"Là?"
 
"Sì. Se le ho chiarito tutti i dubbi ( altro tentativo di sarcasmo buttato al vento ), può spostarsi e magari far avanzare la coda. "
 
"Sì sì, sì, certo, certo... vado là. Ah, certo. Certo. Quindi vado là, da quella parte di là..."
 
Si allontana sventolando vagamente il suo biglietto indicando una qualche direzione che può alternativamente indicare il lato est del Forum, o il Congo Belga.
 
Presumo che nessuno ne abbia più avuto notizie, e che i suoi familiari lo stiano cercando tramite Chi l'ha visto?.
 
 
 
SICUREZZA.
 
A Roma a metà concerto due ragazzi dietro di me aprono lo zaino ed estraggono:
 
Due bottiglie di birra di vetro.
Due bicchieri. ( di vetro )
Un apribottiglie di metallo delle dimensioni di un tostapane medio.
Ripenso al letale tappo di plastica sequestratomi all'ingresso, e sospiro.
 
 
 
FANS, parte quattro.
 
Roma.
 
Davanti a me c'è la classica coppia Lei-fan, Lui-l'-accompagna-ma-non-gliene-può-fregare-di-meno.
 
Lei è entusiasta, su ogni canzone si alza, batte un attimo le mani e poi da brava si risiede. Lui, che vorrebbe essere in qualsiasi altro posto tranne che lì, si guarda in giro, si scaccola, manda messaggini con il cellulare, sbadiglia. Ha la classica faccia di quei tipi un pò primitivi che amano la musica italiana, possibilmente cantata in dialetto.
 
A ogni canzone lei, tenera, lo abbraccia e gli sussurra il titolo nell'orecchio, come se lui potesse essere minimamente affascinato dalla cosa, poi segue il brano tenendo il ritmo con le mani, ma piano, per non disturbare. Riesce a battere il tempo anche su Silver Palomino e The Hitter, che non è proprio facilissimo. Comunque è una brava fan, anche se c'ha un fidanzato buzzurro e peracottaro, sa tutti i testi, canta sottovoce silenziosamente e non si ferma mai.
 
Solo sull'ultima canzone ha un momento di cedimento, la vedo perplessa. Lui, che vorrebbe già essere in parcheggio, la guarda mentre lei annaspa perchè le sfugge il titolo. Ma a un tratto si illumina: " La so! " esclama felice." E' quella nuova cover che sta facendo! E' Baby Baby Dream!" e in gaudio e giubilo se ne vanno.
Inquisit's confidence was a little rusty at
06:44 of
sabato, 31 dicembre 2005

commenti (6)
"E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione".