
Ebbene, cercando di tornare fedeli alla linea essenzialmente cazzara di questo blog, chiudo fino a lunedì circa la questione elezioni, auguro ogni bbène a Monica (prima le signore) e al Pada (che fa l'infiltrato al seggio coi dolori intestinali) e riporto una cosa che ho trovato qua e che trovo in fondo molto giusta:
"Ci corre precisare che l’unico voto veramente utile, con buona pace del maggior rappresentante di qualunque schieramento avverso, è quello in cambio del quale si ricevono cento euro in contanti. Quell’altro, quello elargito gratuitamente per ragioni ideali o morali, è bensì utile per chi lo riceve, ma del tutto dannoso per chi lo dà, di talché, compensando commoda ed incommoda, lo si potrebbe definire al massimo “voto neutro” o al più “voto altruista”."
Essì.
E comunque, visto che la Sacra Teiera forse non basta, io domani pregherò tutto il giorno Pio Kenobi,e speriamo bene. In fondo, poi, tra l'altro sono veramente identici.

Adesso però non mi saltino su i cattocomunisti oe/eo i ciellini, blease, stiamo a scherzà, scherziamo, e comunque se va su Berlusconi voglio qualcosa anch'io in cambio, e allora che mi si lasci l'irriverenza, almeno.
Oggi un discorZo serio ma non serioso.
Sulla nota vicenda del Papa alla Sapienza, e degli studenti contrari alla sua presenza insieme a 67 docenti, riporto due articoli che esprimono bene ciò che penso, e non sono neanche troppo di sinistra (i commenti, non io) (ma veramente anch'io, oramai). Comunque, li ho presi da un blog assai interessante, che leggo a volte (perchè tratta argomenti seri, e io se leggo troppe cose serie primo mi viene mal di testa, e secondo mi deprimo perchè sono ignorante, e terzo mi vien l'angoscia perchè è un brutto brutto mondo).
Commento di tashtego:
"Benedetto XVI poteva andarci all'università, poteva affrontare quel clima, quegli studenti e quei docenti, come alcuni prima di lui hanno fatto con più coraggio di lui, spesso tutti i giorni.
Voleva che anche lì lo si accogliesse come a Piazza San Pietro, voleva che le sue parole pregresse non contassero, che lo si acclamasse comunque 'in quanto papa'.
Pretendeva che ciò che è venuto affermando in questi anni dall’alto della sua arrogante rocciona di travertino non gli fosse rinfacciato.
Si è dovuto accorgere che esistono ancora brandelli intransigenti di cultura non religiosa, coi quali avrebbe dovuto, forse, fare i conti.
Non se l’è sentita".
E questo altro articolo, di Sandrone Dazieri:
"... sono molto contento per quello che è accaduto alla Sapienza, ovvero che qualcuno dicesse no al papa invece di genuflettersi come tornato di moda. I problemi politici di Prodi, di opportunità e di mediazione, non sono i nostri per fortuna. Quello che mi ha colpito è che mentre il coro delle istituzioni e dei partiti esprime senza distinguo solidarietà al papa, tutti quelli con i quali ho parlato in questi giorni erano radicalmente contrari alla venuta del papa. Gente che ha votato prodi, o rifondazione magari, che improvvisamente scopre di non avere più un rappresentante istituzionale, al governo come all’opposizione. Che i suoi governanti presenti e futuri discutono di aborto con il clero e i loro rappresentanti, che la ministra della salute va alle veglie dell’antiabortista Ferrara per il diritto di parola del Papa. Mi dispiace per Dario Fo, che era quello che ha fatto Mistero Buffo, alla fine. Ma si sa, nessuno migliora, invecchiando".
