LONDRA, concerto alla O2 arena.
Io ho un posto ottimo, nel settore dietro il palco,vicina vicina, sono praticamente attaccata al piano di Roy, disposta anche a spolverarglielo lucidandoglielo con la lingua, se serve. Vedo tutto, e vedo bene. Soprattutto vedo tutto quello che la band e
Per esempio, vedo un coglione, un supremo coglione, il coglionerrimo più coglionerrimo di tutti, un essere senza più nulla di umano che qualcuno avrebbe dovuto affogare alla nascita in un secchio per poi tirarlo fuori e infilzarlo con un paletto giusto per essere sicuri che non potesse mai mai
vedo questo essere mitologico dal corpo di uomo e dalla testa di cazzo che si toglie la sciarpa che ha al collo, la stende e la alza verso Bruce, e gliela tiene alzata sotto gli occhi mentre tutto il resto del mondo sembra essersi fermato, e sulla sciarpa c’è scritto a caratteri coglioni e instancabili e GRANDI: FOSSA DEI LEONI.
Tu, brutto stronzo patetico del cazzo, tu, nefando rimasuglio di sperma secco tu devi solo morire ma in modo doloroso e lento in un posto del mondo dove non hanno ancora scoperto l’uso della morfina. Tu non sei solo stupido, tu non solo hai l’intelligenza che si può trovare a volte in una forma di budino o di qualche piastrella, tu sei anche cattivo, infame, miserabile e abietto e quindi semplicemente non meriti di vivere. Non è possibile che tu riesca ad arrivare in seconda fila a un concerto di Springsteen e ottenuta l’incredibile grazia di ascoltare un pezzo come Racing l’unico micro neurone che tu abbia mai posseduto a mandare avanti quello che il resto del mondo chiama cervello ti suggerisca che per esprimere l’entusiasmo e la riconoscenza e la commozione che tutti noi proviamo per Bruce tu debba sollevargli in faccia la sciarpa della tua squadra del cazzo (che comunque, scusatemi ma non è un caso se è stato un milanista a farlo, ne sono iperconvinta). Io ti odio, brutto deficiente subnormale e recidivo, e sappi che ti devi suicidare, o almeno permettere che qualcuno ti finisca con un’esecuzione sommaria, è etico e morale e nel rispetto del mondo che tu ci liberi dalla tua infima e sgradita presenza, sappilo, e sappi, razza di demente rincretinito con le rape al posto dei neuroni, che un giorno il male ti troverà, e io lo aiuterò, in questo.
Navi in fiamme, il ritorno.
Nel 2005 io e il Pada si era alle Meadowlands, e Bruce tra varie cose (Lost in the flood !), (Santa Ana !!), (Thundercrack !!!) quella sera suonò Drive all night, e voglio dire, anche se non dovrei dirvelo, ma ve lo dico, e ve lo ridico, HA SUONATO DRIVE ALL NIGHT porca minchiazza puttanazza!!! AAAARGH!!!
ecco, più o meno la nostra reazione è stata questa.
Comunque, finito il conzerto il Pada ed io si è scesi per salutare Suellen e Jay, ed ecco che Suellen con aria anche un po’ dispiaciuta se ne esce con:” EH siccome mi scappava son dovuta andare in bagno, e così mi sono persa Lost in the flood e Drive all night.”
Alla nostra espressione di orrore barra raccapriccio barra dispiacere, perché tra l’altro noi a una simile sciagura avremmo una sola possibile reazione, il suicidio immediato e senza interposizioni nel parcheggio delle Meadowlands, e quindi provavamo anche un certo rincrescimento al pensiero che erano gli ultimi momenti che trascorrevamo con la nostra amica, lei disse: “ EH d’altra parte mi scappava, e comunque si sentiva abbastanza bene, dal bagno.”
Capito? EH! D’altra parte in effetti anch’io l’ho ascoltata un sacco di volte, a ben pensarci, che ci vuole, basta mettere su il cd di The river, non è che ci vuol molto a sentirla, no?
penzare che noi ci siam fatti ten thousand miles per sentirla, penzare. Eh.