Concerto del 19 dicembre 2007

Per i concerti inglesi vige dai tempi di Lord Palmerston una legge per cui chi compra i biglietti dall’estero è obbligato a scegliere l’opzione "I biglietti ti verranno inviati tramite corriere a casa" salvo che poi in realtà te li devi andare a ritirare al botteghino il giorno del concerto. Questo perché gli Inglesi, grande popolo che io stimo più di ogni altro, il loro Impero se lo erano costruito oltre che col sangue e col sudore, anche con l’intelligenza, e quindi prima incassano i soldi che gli paghi in più per il corriere, e poi risparmiano non chiamandolo mancopùcazz, il corriere.
Così è da anni e anni e anni, e la legge è fissa e immutabile.
Bene.
Quindi me ne parto bella tranquilla alla volta di Londra, salvo apprendere una volta lì che stranamenji udite udite a qualcuno l’hanno incredibilmente addirittura inviato, il biglietto.
Decido così di passare dal Box Office la biglietteria della O2 la sera prima del concerto, tanto per non farmi mancare nulla, in fatto di stress.
Allora, vado in ‘sto benedetto box office circondata da dodicenni con boa di struzzo rosa e stivaletti di pelle rossa con glitter, (quella sera c’è uno dei saicazzo concerti delle spice girls) e porgo all’addetta il mio codice di prenotazione, più la carta di credito, più il passaporto.
L’addetta digita sul suo terminale
tictictictictiiiictiiiiiiic tac
Questo codice non mi risulta.
Come?
Il computer dice: questo codice non risulta.
Sì, ma è impossibile, ha davanti la stampata della prenotazione fatta dal SUO sito.
Sì, però il computer dice: Codice non risulta.
Ho capito ma proviamo a ricontroll…
AH no scusi sbagliavo io a digitarlo, ah ah.
Stronza.
Mettevo il nome prima del cognome, ah ah.
Stronza sucaminchia. -Va bene, non c’è problema.
Grandi sorrisi. Ipocrisia a gittate.
Dunque, questo biglietto non posso stamparglielo fino a domani, e comunque forse gliel’hanno spedito.
Ma…
Non può passare da casa e controllare nella cassetta della posta?
No, direi che non posso.
E’ sicura?
Sì, signorina, sono sicura, vivo a Milano, mi trovo a Londra, e il concerto è domani. Sì, sono abbastanza certa che stasera non vedrò la mia cassetta delle lettere.
Ah.
Ecco.
Va bene allora deve passare domani dalle 12.00 qui in biglietteria e chiedere, oppure chiamare Ticketmaster. Vuole il numero?
Ma… sì va bene, mi dia il numero.
Eccolo.
Me lo segno tutta precisa sul mio cello. Lei mi osserva. Appena ho terminato parla.
Tanto comunque adesso sono chiusi, deve chiamare domani.
Stronza sucaminchia del cazzo.
Il giorno dopo.
Ore 12.00.
Allora il computer dice che questo codice…
Sìììììì…?
…riguarda un biglietto già emesso, cioè spedito.
Ops.
Deve chiamare Ticketmaster e fare cancellare questo biglietto qui che ha questo codice qua, poi ripassare da noi alle 18.00 e le diamo il suo nuovo biglietto.
Va bene ma… devo farlo cancellare? Cioè… cancellare il mio biglietto?
(Sa, ci sarei affezionata. E mi servirebbe anche per entrare stasera al concerto, volendo).
Sì, perché le è stato spedito un biglietto che ha su un determinato codice. Quello lo cancelliamo, e ne emettiamo un altro. Ma per farlo deve chiamare Ticketmaster, e comunque non si preoccupi, non ne dovrà pagare un altro.
Mmmmh…E va bene,ok. Grazie.
Raggiungo i miei amici. Mike è in coda perché non ha un biglietto, e il Pada e il Kave gli fanno compagnia, tra l’altro sperando, in caso fuoriescano mazzi di biglietti, o biglietti a mazzi, di comprarne due in più da scambiare, poiché loro hanno dei posti molto brutti.
Racconto tutto quanto, e dico che visto che tanto siamo lì mi allontano un momento per fare questa benedetta telefonata a Ticketmaster.
Cassandra Kave, che è universalmente noto per riuscire sempre a dire la cosa meno rassicurante e più pessimistica di tutte le cose che si potrebbero dire, non si smentisce:
EH stai attenta che non ti cancellino il tuo biglietto per poi rivenderlo a uno di questi qui in coda.
Vaffanculo.
Mi attacco al cello, sperando che la telefonata non mi costi un capitale.
Welcome to Ticketmaster UK. Parte un pistolotto di venti minuti circa recitato in inglese hindi in cui vengono elencate le varie opzioni del menu, tra cui per esempio If you like to purchase tickets formmhjjhutjesibisi, press 5, e cose simili. Lo riascolto tipo quaranta volte, e finalmente capisco come fare ad arrivare all’opzione
Controllare una prenotazione.
Bene.
Digitare il suo codice di prenotazione di 7 numeri.
Ovviamente il mio codice è di 9 numeri.
Codice non riconosciuto. Riprovare.
Riprovo.
Codice non riconosciuto. Riprovare.
Riprovo.
Codice non riconosciuto. Attendere in linea per parlare con l’operatore.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
So con assoluta certezza che nel momento in cui l’operatore si manifesterà dai meandri di Ticketmaster, in quell’esatto preciso momento terminerà il credito sul mio cello.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendo.
Attendzzzzzzzzzzzzzz.
Si manifesta l’operatore.
Posso chiederle il numero di carta di credito con cui ha effettuato l’acquisto?
Sì puoi eccotelo.
Posso chiederle l’indirizzo di fatturazione della carta di credito con cui ha effettuato l’acquisto?
Sì puoi eccotelo.
Posso chiederle l’indirizzo di spedizione al quale ha richiesto che le venisse spedito l’acquisto?
Sì.

Procediamo con il codice della sua prenotazione.

Sì eccolo.

Questo è il codice esatto?

Sì.

Questo è l’esatto codice?

Sì.

Questo è il codice uscito nella stampata precisamente così? Proprioin questa sequenza?

SI’!

Ah. Infatti è (stranamente) esatto.

Ma pensa! Ma dai!

Va bene. Solo qualche altra domanda.

Sì figurati tanti ho miliardi da buttare in questa telefonata.

Le è già capitato di acquistare tramite Tickestmaster?

 

Sì.

Posso chiederle il suo numero di passaporto?

Il suo passaporto è valido da almeno un anno ma non più di quattro?
Sì.
Posso chiederle il cognome da nubile di sua madre?
Sì.
Il nome della sua maestra alle elementari?
Sì ce l'ho. SENTI O ESONDATO NEL CRANIO COSA CREDI DI FREGARMI? O GIOVANE PRINCIPIANTE, PENSI VERAMENTE CHE RIUSCIRAI A FARMI RIMANERE FUORI STASERA??? SONO ANNI E ANNI E ANNI CHE COMPRO BIGLIETTI IN ITALIA, IN ITALIA CAPITO, PENSI CHE MI FACCIA FREGARE DA UN IMPIEGATO DI TICKETMASTER PUNTO CO PUNTO UK? MA FAMMI IL PIACERE!

Ah bè, allora, in questo caso… certo se la mette così...

E SE VUOI CHE TIRI FUORI IL PEZZO DA NOVANTA, LO FACCIO: TI MALEDICO CON LA SOLA FORZA DEL NOME TICKETONE!

Nooooo aaaaagh ticketone noooooooo la prego ecco il suo nuovo codice troverà il biglietto stasera al botteghino ma la prego non mi faccia del male! ticketone noooooo!

Eheh.

Dilettanti.

E alla fine alla sera ho veramente avuto il mio biglietto, e sono veramente riuscita a entrare.

Ho anche provato a fare la furba evitando la fila e spacciandomi per VIP, però la mia fortuna lì si era esaurita e sono tornata buona buona in coda con Mike.

La morale di tutto ciò è state tranquilli, perdio, con quello che passiamo noi in Italia siamo più che rodati per trionfare nel mondo.


Inquisit's confidence was a little rusty at
15:48 of
mercoledì, 23 gennaio 2008

commenti (4)

GLI EVENTI OCCORSI 

Il Pada ed io ci siamo messi in coda alle 16.00 circa di domenica 9, e ci siamo rimasti fino alle 16.00 circa di lunedì 10.

Alle 9.30 del mattino successivo in realtà avevamo già i biglietti per noi due, presi in un’altra prevendita poco distante tramite un’atletica corsa del Pada.

Ma io dovevo prenderlo per Mike, e il Pada per sua sorella, la Maiema.

Però alle 11.00 sia la Maiema che Mike li avevano già presi per essi stessi medesimi su internet.

Ma noi siamo rimasti lo stesso, perché un biglietto in più serve sempre, io per esempio lo dovevo dare al Kave (sì, ovviamente alla fine glielo do’), e poi perché c’è sempre infinite genti che la sera prima ti mandano 84 messaggini pls se hai un biglietto in più ricordati di me.

Così siamo rimasti, Numero Uno e Numero Due della Lista, abbiamo organizzato gli appelli, riscritto i nomi, calmato gli anziani, tranquillizzato i giovani, collaborato con la giustiz ops con la Security, messo in fila per bene tutti quanti e infine organizzato l’ordine di entrata assicurandoci personalmente che nessuno passasse davanti e rimanendo a controllare anche dopo che avevamo in mano il nostro beneamato biglietto, perché qua non è che si predica contro i Piccoli Fascisti per poi fare i Capolista e una volta ottenuto il biglietto stracciare in faccia al di là del vetro la lista a chi si è affidato a noi facendogli pure le boccacce, sia chiaro ora e sempre.

Ed ecco quello che accadde.

Premetto che la Security della Biglietteria è stata gentile e collaborativa, e ha accettato di rispettare il nostro ordine di entrata, scagliando via con una certa qual violenza tutti quelli che non erano nella nostra Lista.

 

NELLA NOSTRA CODA:

Totale di signori in giacca e cravatta che lavorano in banche e uffici assicurativi del centro (la nostra biglietteria è in piazza Duomo a Milano) e che adducendo le scuse più assurde si sono assentati da uffici e reparti vari per farsi gli appelli: 9

Totale signori che hanno trovato un amico, assistente o parente che facesse qualche appello al loro posto: 9.

Uno ha mandato la segretaria (essere capo vorrà pur dire avere qualche privilegio. Lei ora va lì e fa tutto quello che le dice la signorina con la maglietta di Johnny Cash e la LISTA in mano, se no se la scordi, la gratifica natalizia in busta paga!)

Numero totale di giovani yuppies rampanti milanesi che specificavano di trovare assurdi i nostri sistemi nazisti di appello e depennaggio: 22. (Io lavoro in Borsa! io non posso mica star qui a fare gli appelli! Assurdo! è Assurdo!)

Numero di yuppies che cercando di fare i furbi hanno aspettato l’apertura di una seconda entrata della Biglietteria per intrufolarsi e poi essere scagliati fuori dalla Security: 12.

Numero di yuppies che hanno accettato di assoggettarsi alle nostre leggi marziali: 5.

Totale fighe di legno milanesi che si presentavano incredule un’ora prima dell’apertura della Biglietteria rifiutando di accettare che c’era gente in fila con diritto di precedenza su di loro: 16

Percentuale totale di mogli che cazziavano i mariti in coda e minacciavano pesanti ripercussioni: 100%

Percentuale totale mogli che sospirando alla fine decidevano di fare gli ultimi appelli per il marito: 100% (un appello val bene un matrimonio)

Percentuale totale di fidanzate (Ragazze di springsteeniani medi) che guardavano con disapprovazione barra pietà barra biasimo il fidanzo e tutti noi: 100%

Numero di fidanzate che alla fine ha deciso di aiutare il fidanzo: 0

(un fidanzo non vale un appello, evidentemente. Ma se ve la sposate, una così, poi non vi lamentate)

Totale figli minorenni mandati dai genitori: 7, tutti estremamente schifati e increduli dal nostro grado di sfigume. Tutti/tutte hanno spietatamente ricattato i genitori inermi che dal lavoro hanno dovuto promettere libere uscite, ricariche e aumenti di paghette a oltranza, ma che per carità non si muovessero dalla fila e rispettassero gli appelli.

Totale madri sessantenni mandate dai figli impossibilitati a muoversi: 5, tutte corredate di bigliettino vergato a mano dal beneamato erede: Concerto di Bruce Springsteen del 28 novembre al Forum di Assago Milano, biglietti numero 6 (sei) parterre non numerato o primo anello non numerato.

Percentuale di madri che non capivano assolutamente niente di tutto ciò che si andava facendo, dalla fila agli appelli al perché: 100%

Numero di genitori a coppie mandati da figli: 7

Numero di litigi che scoppiavano tra detti genitori ( Non allontanarti, la signorina ha detto di rispondere all’appello, perché non mi dai mai retta? aveva ragione mia madre!): a +infinito.

Percentuale di scazzo che questi genitori nevrotici che non capivano una sega comunicavano al resto della coda: seimila per mille.

Numero totale di rompicoglioni con domande assurde (cosa vuol dire appello? come funziona questa cosa? devo darle il nome o il cognome? se torno domani li trovo? posso scegliere io dove sedermi al concerto adesso? cosa state facendo qui? come siete organizzati? allora io adesso mi iscrivo qui torno per le quattro e mi date sicuramente il biglietto?): 14285.

Domanda alla quale non trovo risposta:

-Ma questa cosa di organizzare la fila e aiutare tutti è una scelta di vita o ci sei stata costretta? perché lo fai?

Totale barboni che durante la nottata ci hanno fatto compagnia: 3, di cui uno abbastanza molesto.

Livello di sporcizia e sudiciume che incrostava me e il Pada dopo ventiquattrore di fila: incredibile. E schifoso. Volendo fare degli aulici paragoni, sembravamo delle piccole stalle di Augia ambulanti, con tanto di sciami di mosche che ci attorniavano attratte dal nostro fetore.

Numero totale di volte in cui abbiamo pensato di mollare: zero.

Vecchietti scassacazzo che si sono fermati a rimirarci facendo peraltro domande cretine: 48

EEEEEEEEE il Premio Inquisition per il miglior fan in fila goes to... 

... a un nostro amico sardo alto alto, che a un certo punto della mattinata è sbucato dal nulla da una banca, vestito assai sciccosamente in giacca e cravatta e molto in tiro.

Era il suo primo giorno di lavoro nella nuova filiale in cui era stato trasferito, ed è riuscito a fare l’appello delle dieci dicendo che andava in bagno, quello delle undici dicendo che doveva fare una telefonata, quello delle dodici e della una perché mangiare si deve, si sa. E’ riuscito a infilare il colloquio con il direttore capo alle due, e per le tre ha saltato il previsto giro reparto spiegando che purtroppo la persona che gli affitta casa lo doveva assolutamente vedere, pena la messa al bando di tutti i propri beni appena arrivati dalla Sardegna.

Quest’uomo ora non sa effettivamente se il mega direttore capo gli confermerà il trasferimento, ma quest’uomo ha un biglietto, ed è un mito! vai così!

BATTUTA DELLA GIORNATA:

Signore anziano. – Va bè però tutti vi comportate come se non vedere un concerto di quello lì fosse una questione di vita o di morte! qua si rasenta il limite del fanatismo!

Bancario in coda: - No, no, qua tutti noi l’abbiamo già abbondantemente superato quel limite, stia certo!

LA FINE:

Momento in cui abbiamo capito di avere toccato il fondo, nella vita come nella coda:

Durante la notte di veglia, mentre stravaccati sul marciapiedi davanti alla biglietteria ci avvolgevamo in fogli di giornale, quando un signore che passava ha cercato di buttarci una monetina per l’elemosina.

(il Pada l’ha pure rifiutata, io, vi dirò,me la sarei pure presa, la carità).

CONCLUSIONI:

Ci siamo divertiti? va bè, insomma, chiamarlo divertimento, ecco...

siamo fieri di noi stessi? Sì.

Lo rifaremmo? sì.

Vogliamo rifarlo? NO! perdio, NO!

basta! che vada di Stadi, e BASTA! è ora di finiamola! C'ho un'età, accuso reumatismi tosse raffreddore mal di capo sciatalgie nevralgie e cacca molle. Io, ve lo dico, me ne devo fare una ragione.

A dormire sui marciapiedi non ce la posso più. 

 

Inquisit's confidence was a little rusty at
20:51 of
giovedì, 13 settembre 2007

commenti (11)
"E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione".