Lesson number 3

(le prime due, qui e qui).

La Donna che abbandona ( Sindrome da Doralice nell’Orlando Furioso )

 

Nell’Orlando furioso, Doralice è una donzella molto bella e cortese, ed è promessa sposa di Rodomonte. Mentre lo sta raggiungendo viene rapita da Mandricardo, che sbaraglia la sua scorta. All'inizio lei piange ed è spaventata (giustamente, chiunque lo sarebbe nelle mani di uno che ti malmena, ti fa la mano morta e tra le altre cose si chiama pure Mandricardo ).

Ma la nostra Doralice è comunque donna dalle mille risorse, e si mette ad ascoltare ciò che lui ha da dirle, ed in effetti son cose che una ragazza di buon senso vorrebbe proprio sentirsi dire. Lui le chiede cosa sia per lei la cosa più importante: se è l’amore, ebbene egli la ama. Se è la nobiltà, lui è il figlio del grande Agramente, se è la ricchezza, lui è il Re dei Tartari e solo Dio è a lui superiore. Infine se è il valore, lei lo vedrà presto in combattimento. Ascoltando queste parole Doralice infine decide di essere innamorata, e passa la notte col Mandricardo, che è anche un bel tocco di gnocco, va detto.

Tuttavia questa sua pensata, come l'utero, è una trovata non scevra di conseguenze, spesso anche nefaste, in quanto il suo ex fidanzo Rodomonte, cornuto e pure mazziato dal rivale, abbandona il campo, incontra Isabella che sta seppellendo l'amato Zebino, la insidia, si ubriaca e la uccide. Cose, come si dice, brutte.

La donna Doralice, la donna traditrice che abbandona l’amato bene, è come si vede quel che si dice Un classico, una stronza che attraversa indenne le ere da Elena di Troia (ah ah) all’Ariosto, giù giù o su su fino all’universo springsteeniano, e bisogna per la verità fare una divisione in due gruppi, quello delle Ragazze, e quello delle Mogli.

La Ragazza che abbandona ha la sua canzone principe in Backstreets, ( ma la troviamo in innumeri altre canzoni, da Downbound train a Lonesome day e così via passando per When you’re alone ), e devo dire che fino ai venti venticinque anni è una figura che tutti abbiamo cordialmente e definitivamente odiato a morte. Diventa l’incarnazione di tutto il dolore che abbiamo provato nella nostra vita quando abbiamo messo il nostro cuore nelle mani di qualcuno che poi si è rivelato essere un maniaco depressivo cronico, un viziato capriccioso del cazzo o semplicemente una grandissima irreprensibile stronza di gran razza che dopo averci sciorinato una serie di Intramontabili Sempreverdi Motivi ( non sono degno di te, sì ti ho detto che ti amavo ed era vero in quel momento, è che non ho mai dimenticato il mio ex, una persona come te si merita qualcuno migliore di me, sì ci sono andato a letto ma non vuol dire niente, in effetti la verità è che ti considero un vero amico, in questo momento non voglio impegni) se ne vanno scomparendo all’orizzonte con qualcun altro/a con cui trombano come ricci nonostante la Raffica di Intramontabili, lasciandoci sull’orlo del suicidio e nella disperazione più totale.

 

Dopo qualche anno però cresci, almeno tu, e ti dici che sì, Terry sarà anche stata una gran stronza a mollarlo così, e l’ha fatto soffrire come un cane, e ha tradito tutte le promesse fatte, d’accordo, non è che si sta qua a discutere, però non abbiamo prove che questo con cui se n’è andato fosse proprio così male, cioè non lo sappiamo perché in realtà noi non sappiamo niente di lui. La odiamo perché Bruce l’ha odiata, e perché gli ha fatto del male, e perché trasliamo su di lei tutto il male che ci ha fatto qualcuno che amavamo quando ci ha lasciato.

Ma magari Terry non era proprio così zoccola, in fondo, magari se n’è andata con uno normaloide, magari era uno che non aveva ( più ) bisogno di andare a vedere un film per capire che non siamo i protagonisti di un bel niente, o forse se n’è semplicemente andata con uno che le voleva bene e con il quale poteva pensare di costruire qualcosa, invece che affondare nella disperazione e nel nulla un giorno dopo l’altro. Certo, magari invece era uno schifosamente ricco, o un superdotato, o uno che di soprannome all’università faceva Trapanatore, effettivamente c’è anche questa possibilità. Ma di base quando si cresce non si odia più Terry come una volta, anche se certo ogni volta che Bruce ne canta la ferita sanguina ancora, sempre e comunque, il che succede perché è fondamentalmente una canzone vera, il che succede perché stiamo parlando di Springsteen e non di Ciccio D’alessio.

 

La Moglie che abbandona è logicamente un corollario della Moglie Frustrata.

 

C’è qualche raro caso di Moglie che abbandona ammazzando tra l’altro il partner attuale, ma sono esempi così sporadici ( From small things ) da non meritare in effetti una classificazione a parte.

 

 

Conclusioni:

queste donne sono il lato oscuro della Forza femminile. Sono le donne traditrici, recidive, frivole e superficiali nei sentimenti. Sono quelle che tutti gli uomini hanno almeno una volta incontrato nella loro vita, sfortunatamente, ma potete consolarvi pensando al lato oscuro della Forza maschile, che non è che ce lo siamo fatto mancare, noi ragazze. E Bruce, nella sua santa infinita saggezza, lo sa.

 

Inquisit's confidence was a little rusty at
17:23 of
mercoledì, 20 febbraio 2008

commenti (7)

Dove si parla di cazzi miei, città del nord, corsi di lingue, milanesi e cazzi miei.

Mi sono iscritta a un corso di Russo a Voghera.

La notizia, lo so, già sta riempiendo la vostra vita di nuovi e meravigliosi significati.

Il fatto sostanziale è purtuttavia che non vivo più a Milano. (il coro greco lamenta: e chi se ne frega!)

Ma il coro greco si stia zitto.

Milano, è vero, è sporca, puzzona e con la nebbia. E’ piena di zingari e slavi vari, marocchini ubriachi, giovani isterici e milanesi cumènda. Ha troppi bar con l’happy e l’ape, ha la tange intasata, ha le maledette strisce gialle dei residenti e truppe naziste di ausiliari stronzi. Ha le commesse della Rinascente odiose e sgarbate, ha troppa gente sclerata per il traffico e il lavoro, ha schifiltosissimi locali trendy che fanno selezione all’ingresso e un orrido caldo afoso d’estate. Va bene.

Però Milano mi ha sempre dato un lavoro, un mezzo per raggiungerlo e molte cose da fare nel mentre che ero di riposo.

Milano ha il Forum ( eheh) e San Siro (EHEHEH), ha svariate biglietterie dove rifornirmi, e poi ha i baracchini con le caldarroste d’inverno, i Navigli, il Castello e la Galleria e la Madonnina là in alto, ha l’Arcadia ( va bè, è a Melzo, ma fa lo stesso), ha dei meravigliosi locali per la musica dal vivo, ha la Feltrinelli e maree di altre librerie, e poi per i dischi ci sono i megastore, che sono anche aperti di domenica e di sera fino alle 23.00, e se non è un segno di civiltà questo ditemi voi.

Ci ho vissuto da sola da 1992 al 2006, è stato meraviglioso e nulla rimpiango.

Epperò quattordici anni da sola nella grande città possono bastare. Mia mamma non è che ringiovanisce, io neppure, e tra l’altro ho smesso di raccontarmi la balla :”EEEEEEEH un giorno metterò la testa a posto, non andrò per qualche anno a vedere concerti di Bruce e così metterò via i soldi per comprarmi una casa più grande di questo buco milanese.”

Cioè, smettete di ridere, io ci credevo davvero, questa balla me l’ero proprio cucinata a puntino. Giuro.

E’ che poi una sera circa un anno e mezzo fa mi son detta che nell’attesa di questa megafantomatica svolta della mia vita avrei anche potuto godermela in una casa nonché quartiere nonché città un po’ più civile e abitata, nonché abitabile, e tutt’a un tratto ho penzato che una casa, e grande, molto grande, moooolto più grande di questi 30 metri quadri di monolocale ce l’avevo, ed era, è, la casa dei miei a Vouguera, dalla quale sono fuggita a gambe levate quando avevo ventidue anni, peraltro.

E allora. E allora, fuggire a ventidue anni dalla provincia verso la grande metropoli tentacolare per affermare la propria indipendenza e per trovare la propria strada è cosa buona e giusta, e sono contenta di esserci riuscita ( a fuggire e a tentare, non è che son riuscita a trovare la mia strada, a dir la verità ).

Ma adesso di anni ne ho trentotto, concerti ne vedrò finchè mi cadranno le dita (cit.) e poi ancora per un po’, ho il mal di schiena, qualche capello grigio e strane malattie che ogni anno mi si manifestano con sconcertante regolarità, ho un lavoro ma non una carriera, e, soprattutto, ho voglia di stare di nuovo in compagnia di mia madre e di mio fratello, la sera. Voghera, per me, piuttosto che My hometown è sempre stata Nato in una città di morti. Però che dire, come sempre Bruce ha ragione. Improvvisamente non hai più vent’anni, e capisci che il posto dove sei nato stays with you always, e soprattutto capisci che lo vuoi, che rimanga sempre con te.

Comunque.

Non sono propriamente bambocciona perché io sono rientrata in famiglia dopo esserne uscita, per i miei bravi 15 anni io ho prodotto con regolarità, caro il mio Padoa, e ho mosso l’economia, ah se l’ho mossa.

Perciò il dovere mio l’ho fatto, e non scassare.

E così sono tornata a Vouguera, città sulle colline dell’Oltrepò Pavese di 38.000 abitanti fedele al Barbarossa, che ha una società mandolinistica, un Blockbuster, nessun Macdonald’s (tadaaaaa!), casalinghe (ah ah ah), vari licei (tra cui quello delle Orsoline Orsacchiotte dove imparai a tradurre testi di Springsteen e di Baudelaire ) (ma di nascosto dalle suorine, neh), un ranch per vedere il quale organizzano pullman da tutta Italia (sigh), un motel che ha l’esclusiva in Lombardia per le camere a tema, (può interessare), molti paesaggi strafichi, i vini e i vigneti dell'Oltrepo' Pavese e anche una certa tradizione springsteeniana, perché nel 1981 qua organizzarono un pullman per andare a vedere Bruce a Zurigo, cara massa di citrulli, mica pizza e pecorino!, e sfido una delle vostre hometownssss ad aver fatto lo stesso.

Vi sfido, vi sfido due volte, cazzo!  

Ah, e quindi ora sono una pendolare asservita ai bisogni e desideri dei bastardi di trenitalia che Dio li stramaledica e li fulmini e li sotterri sotto palate e palate di mmmerda, e che il vento di disperda, in una nuvola dimmerda, ovviamente.   

Ah, e mi sono anche iscritta a un corso di russo, però oramai il post è finito, ve ne parlerò un’altra volta.

oltrepo

 

 

Inquisit's confidence was a little rusty at
20:30 of
giovedì, 15 novembre 2007

commenti (10)
"E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione".