La prima sera al Pistoia Blues Festival chiudeva il set di concerti Jeff Beck. Prima di lui ha suonato Patti Smith, una figa della madonna con una grinta straordinaria, una che ha un passato che non passa, che non viene fatto passare, una che canta People have the power con il pugnetto alzato e ci crede ancora a sessant’anni. Una rocker con i controcoglioni.

(Commento del Kave a fine concerto: "Io a Patti Smith una botta gliela darei anche se ha 60 anni, dehehehiho."

Commento di Patti Smith: "Io non te la darei proprio, al massimo guarda ti darei una botta in testa col piffero, se proprio proprio."

Commento del coro greco: "Doppi sensi e neanche tanto velatissimi come se piovesse. Le maaatte risate!")

Ma si diceva di Jeff Beck.

Jeff Beck, che è leggermente ingobbito, notiamo con un certo dispiacere, è il classico chitarrista che esce e attacca a suonare senza proferire verbo per ottanta minuti. Se viene fatto esibire dopo Patti Smith, a mezzanotte, accade quindi l’inevitabile: la gente comincia ad andarsene. Chi rimane si divide poi in due categorie: quelli sinceramente entusiasti, che andrebbero avanti a carburare con i suoi assoli per tutta la notte senza bisogno di mangiare, bere o usare il vasino da notte; e quelli che stoicamente resistono, esibendosi in commenti del tipo :"Per essere bravo, CERTO è bravo." o "Tecnicamente, è OVVIAMENTE ineccepibile." o "INTERESSANTE, questo pezzo."

Di noi tre, il Kave dormiva su una panca, il Pada era tra i sinceramente entusiasti, e io mi dividevo un po’ tra le due categorie, perché da un lato suona da Dio, e dunque. Dall’altra è l’una di notte, c’ho un’età, ho cantato con Patti Smith e me ne vorrei andare a casa. Comunque poi il Beck ha fatto una versione incredibile di A day in the life, no dico, A day in the life, e porco il cazzo, e allora sì, caro Jeff Beck, che hai capito tutto! E vai così!

Il Beck si esibisce con formazione classica di batteria, basso e tastiere. Al basso c’è una bambina riccioluta che il Pada, notoriamente esperto e attento a queste cose ( intendo alle informazioni musicali, non alle bambine ricciolute) ci informa essere un talento appena diciottenne pescato in qualche vivaio di giovani musicisti americani.

(siccome però io fondamentalmente so’ stronza ma anche fondamentalmente conosco i miei polli ma anche per dirla tutta non mi fido di praticamente nessuno, ho controllato sul web, e la bambina riccioluta, che per la cronaca si chiama Tal Winkenfeld, è sì bassista e riccioluta e talentuosa, ma non è che è tanto –ina, perché di anni ne ha ventuno, e va per i ventidue.)

(Questo giusto per avvisarvi in caso vogliate aprire un blog e fare pseudo recensioni con amici riccioluti –pure loro- che si offrono di aiutarvi con informazioni che poi si rivelano essere false e tendenziose: NON FIDATEVI.)

DIALOGO TRA LA GIUOVINE BASSISTA TAL WINKENFELD E SUO PADRE,

interno giorno, New York Seteeeee.

Tal : - Papà papà a scuola ho vinto il concorso come Miglior Bassista Con Riccioli alla Shirley Temple!

Padre:- Brava figliola, sei proprio una gran soddisfazione.

Tal:- Papà papà, siccome ho vinto il concorso, Jeff Beck mi porta in tour in Europa. Posso? Eh? Posso? Posso, papà?

Padre:- Eh figliola,ma non lo so mica. Mò chi è sto Jeff Beck? Quanti anni c’ha?

Tal:- Sessantatrè.

Padre:- Eeeek! ma è vecchio! ma che vuole ‘sto vecchio dalla mia bambina portandola in giro per il mondo? Lassa perde!

Tal:- Ma no, papààà, ma dai! Guarda che ci è gggiovane dentro, parla il linguaggio universale della musika, e poi usa tipike frasi giovanili kome: "Il tuo basso fila una cifra!" e "Minkia facciamo il pezzo kompleto, vai k tiro uno slego!"

Padre:- Va bè ma ti paga almeno?

Tal:- No, però mi fa la rikarika infinity.

Padre:- E va bè, allora.

 

Dopo il concerto, mentre ci avviamo all’hotel, si cominciano a fare commenti sul fatto che il Beck in quel momento sta probabilmente arpionando Riccioli D’oro per farle un altro tipo di ricarica, se mi capite. Risate sguaiate.

Silvia, un’amica che si è unita al nostro trio per la serata, e che è abbastanza bon ton rispetto a noi, dice :" Ma dai, no, dopo un concerto così bello non ci voglio neanche pensare, a certe cose."

Trio:" Bè, tu no, non ci vorrai pensare, a ‘ste cose, ma Jeff Beck, probabilmente lui sì."

Risate sguaiate a oltranza.

Letto (rigorosamente per dormirci, chè noi di sesso ne parliamo uno sbrego, e basta). Dissolvenza.

Fine della serata.


Inquisit's confidence was a little rusty at
18:39 of
sabato, 21 luglio 2007

commenti (4)
"E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione".