Dunque, sabato siamo andati al concerto di Southside Johnny a Modena, e non siamo qui per lamentarci che il concerto costava 30 neuri, perché per me Sassaide 30 neuri li vale, e comunque ha otto persone sul palco, e comunque con 30 neuri a Milano ci passi al massimo una serata in pizzeria con birra annacquata e camerieri scacanti, e dunque, e in ogni caso in Italia c’è gente disposta a spenderne 30 per il Poeta della Piadina Ligabue o per i Negrammàro e allora voi rockerZ di un certo tipo ve li potete anche spendere per Sassaide, e comunque non eravamo qui per lamentarci di ciò, come dicevo.

 

Alla serata hanno partecipato anche due nostri amici sposati (tra di loro), che non ricorrono molto in queste Cronache, perché sono abbastanza normaloidi e non itinerano tanto, ma sono buoni amici e quando si capita dalle parti di Cattolica li si ritrova sempre con piacere.

Comunque in queste nostre serate eno-musical-gastronomiche di solito funziona che mangiamo a oltranza fino all’ora di inizio concerto, dopodichè rotoliamo in zona palco cercando di non vomitare e continuando peraltro a bere anche abbastanza smodatamente (ma, va detto, meno di una volta, chè l’età avanza).

Il copione è stato quindi rigorosamente rispettato, al grido di Gnocco fritto e tigelle e Lambrusco e cotechino, e durante la cena si è parlato più che altro di Komma, che si è imborghesito, che non lo capiamo, che era un concerto solo per la madonna, che poteva prendere un giorno di ferie, che è un concerto solo, che comunque è una scelta sua nonché meditata e quindi va rispettata, che comunque ciò non deve impedirci per nessun motivo di parlargli alle spalle, che non l’avremmo mai detto ma forse sì, che c’ha fatto due maroni così l’anno scorso perché non gli piacevano le Seeger Sessions AAAH ma vedrete quando torna con la E Street, che comunque era un concerto solo, che in ogni caso il biglietto non avrebbe dovuto darlo a Uollas, che abbiamo dovuto vedere anche questa nella vita e che comunque che ne possiamo mai sapere noi, che non siamo mica genitori, in fondo. Ma comunque era un concerto solo, per la madonna.

Finito di parlar male del Komma, (d’altra parte cosa dovremmo fare, dirgliele in faccia, ‘ste cose? o addirittura piazzarle su un blog pubblico? figuriamoci) ma con affetto, si è proseguito con il solito rito di sparar pazzate a oltranza per un’altra ora.

Adunque ci appropinquiamo al luogo del’Evento, come diciamo in gergo noi rockerZ di un certo tipo, ed è saltato fuori che il locale, fuori dal quale era peraltro riunita un bel po’ di gente, aveva avuto nel pomeriggio qualche problemino con la finanza o con l’erario o con chi sailcazzo, e una di queste tre misteriose entità (finanza-erario-sailcazzo) si era manifestata sequestrando il palco e il mixer, al che Sassaide diciamo che si era leggermente incazzato e minacciava di non suonare affatto, e ma proprio per nulla.

Dopo un’altra ora però, recuperato un palco da qualche parrocchia dei dintorni e il mixer da qualche volenteroso studioso di centonote, tutti si è addivenuti a più miti penzieri, e si è deciso che ‘sto concerto andava alla fin fine fatto. Sassaide era in scaletta preceduto da due gruppi di apertura, e uno dei due però causa slittamento di orari e altri non ben precisati motivi è stato eliminato, o meglio posticipato al dopo show di Sassaide. Nello specifico si trattava di Miami and the groovers, e adesso non è che voglio star qua a difenderli a oltranza, anzi, per carità, mi conoscete e sapete che non mi si può definirne fan, però mi dovete spiegare perché invece che far suonare loro hanno optato per il buon Will T Massey, che uno dice ecchicazz’è? ecco, appunto. Va bè in realtà è uno che allo springsteeniano può anche dire qualcosa volendo, proprio volendo, perché Roy Bittan gli ha fatto degli arrangiamenti nel suo album più luminoso che risale al 1991 (Eh, appunto) e perché in apertura nel 2003 Bruce o chi per ezzo metteva qualche suo brano nella walk in music.

Vaaaaa bene. Tuttavia ciò non mi giustifica uno che sale sul palco con una chitarra acustica e mi smarona i maroni per tre quarti d’ora, perché io uno show acustico di un’ora già non lo sopporterei forse da Dylan, e dunque già non ci siamo, e comunque mi devi avere la voce, caro il mio cazzaro sul palco, e se non c’hai la voce, allora mi devi avere dei testi, e forse ce li avrai anche, ciò in effetti io non lo posso giudicare perché, e ammetto che non è colpa tua, a causa del mixer centonote e dell’acustica quadrangolare  del luogo e anche del fatto che non ti conosco mi è impossibile farmi un’idea di ciò che stai blaterando in quel momento, e comunque almeno ci dovresti avere la presenza scenica, ma neanche.

Allora che ve lo dico a fare, se volete comprarvi il suo album più luminoso che risale al 1991 e che s’intitola Will T Massey massì, che vi devo dire, compratevelo, non ve lo impedirò.

Provate a propormi di andare vederlo acustico anche gratis da qualche parte, e vi suggerisco le seguenti chiavi di ricerca: macchine di tortura, vergine di Norimberga, luttuoso sarcofago, smaronamento AB-normale, sindrome del cantautore acustico di stocazzo.

 

Ah poi è uscito Sassaide, un uomo che sa il suo mestiere e che ci crede ancora, perdio, uno che non sarà un grande compositore ma che ha fior di canzoni da proporre, uno che non avrà più tanta voce, ma la sa usare tutta. A me Sassaide dal vivo piace, e non solo perché ci sarà anche un motivo se Bruce gli ha regalato le canzoni che gli ha regalato, mi piace perché alla terza canzone è già fuori come una mina, perché è uno di quelli vecchi di cui hanno buttato lo stampo, di quelli che salgono sul palco per fare musica ben suonata, ben cantata, e soprattutto proposta con un po’ di anima.

E poi finchè mi canta Walk away Reneè dei Four Tops mi avrà per sempre ai suoi piedi.  

sassaide

Inquisit's confidence was a little rusty at
08:16 of
martedì, 20 novembre 2007

commenti (24)
"E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione".