E siamo al terzo giorno, ho di nuovo un biglietto GA, e via così.
Mi presento verso le tre, e mi piglio il braccialetto. Tra gli altri fan in attesa c’è un gruppetto di giovani truzzissimi, ma truzzi proprio, truzzi dentro, una roba che anche in Italia raramente ho visto, di quelli fermi al look di Bruce nel decennio 1983 – 1993,magliette con le maniche tagliate (AAAGH) sul bicipite esposto,jeans che scendono a metà vita con la mutanda in mostra e la linea del sedere che deborda verso l’ignoto, il capello lungo ingellato e la bandana a stelle e strisce. Hanno pure il pallone da football. GOSH! Hanno un cartello con scritto I'm goin down. Ridacchio. Illusi! che coglioni! non la fa dal Born in the USA tour. Ma che cacchio ti porti a fare un cartello con una canzone che non propone dal vivo da tipo diciotto anni? bah.
Mentre sto parlando con un canadese del concerto di Milano, Bruce inizia il sound check, e prova una canzone che tutto porterebbe a credere che potrebbe forse trattarsi ma sicuramente abbiamo capito male ma parrebbe proprio essere ma probabilmente no From small things. Sono così sorpresa che rimango a bocca aperta, letteralmente. Il canadese mi chiede cos'ho. Cos'ho???!!!

Metà della gente presente non ha idea di cosa abbia suonato,e tra l’altro la prova una volta sola. Cioè qui non stiamo parlando di una canzone che fa poco ma che comunque faceva in passato, qua stiamo parlando di una quelle canzoni oscure che non ha mai neanche inciso su un album* e che ti ricordi vagamente di avere in qualche oscuro vinile di raccolte.

Così dato che nessuno dei presenti ne parla, a parte due o tre che vagano con sguardo stralunato e incredulo, dopo un po' mi autoconvinco che evidentemente devo aver avuto un'allucinazione. La stanchezza, il jet lag, lo stress, si sa. Ma NON è possibile che abbia provato quello che penso di aver sentito che abbia provato. No, non esiste. Cristiano e gli altri passano a salutarmi, perché loro sono nel parterre, e gli dico che neanche in un milione di anni potrebbero indovinare cos’ha suonato. Loro cominciano a sparare titoli assurdi, ma non arrivano neanche lontanamente vicino a dire il titolo di quella canzone che potrebbe aver provato ma che non ci credo nemmeno io per prima. Bene.

Stavolta, il mio numero non è fortunato, ed entrerò quasi per ultima, insieme con i truzzi. Ma non mi lamento, ho già avuto tanta fortuna. Va bene così, e poi il bello del sorteggio è anche questo, un po' per uno.
Intanto che sono in fila davanti ai truzzi, una stronza, cioè, ops, scusate la volgarità, volevo dire, un gran puttanone dietro di me vede il loro cartello, e fa: " Carina la vostra richiesta! molto meglio di quello che ha provato! Cioè, io non trovo giusto che faccia una canzone che non ha mai neanche inciso ufficialmente con la E street, non c'è neanche su Tracks, per dire! chissà perchè mai dovrebbe farla! Io spero di no!".
Ma come speri? ma cosa speri cosa? ma stà zitta! Mi volto e la fisso, sperando che per un attimo solo mi venga la vista di Cyclope degli Xmen, ma niente, rimane illesa, e le mie occhiate di disprezzo non la tangono. Comunque in realtà davvero non c'è problema, perchè NON ha provato QUELLA canzone, QUINDI siamo a posto. Oh. i Truzzi rispondono che quel giorno arrivando lì hanno messo il cd di BITUSA e I’m goin’ down è una canzone Che spacca proprio, e così, you know, sappiamo che non la fa spesso, ma ci siamo detti Why not? noi ci proviamo!

non ci piacerebbe sentirla?

bè, certo, amici truzzi, se la mettete così…

comunque.
 
Entriamo. Nel pit sono in seconda fila, perchè ovviamente in duecento lì dentro si sta larghissimi, e avanzo in fretta.
C'è anche un uomo su una sedia a rotelle, parliamo un po'. Mi dice che lo segue dal ‘78, e non vede perchè dovrebbe stare indietro insieme con gli altri sfigati sulla sedia a rotelle, dice proprio così, indicando il settore per i portatori di handicap, che come sempre è di lato, indietro. Mi dice che lì davanti in transenna ci sono dei suoi amici, gli stanno tenendo il posto. Più tardi, quando il concerto inizierà, andrà lì. Mi sorprendo a provare rispetto per un Paese in cui un fan con handicap ha le stesse possibilità di tutti gli altri di vedere Bruce in prima fila in transenna, e in cui non c'è nessun furbo furbetto che tenta di scalzarlo e passargli davanti. Vogliamo parlare di cosa gli succederebbe in Italia? Ah ha ah, lasciamo perdere, proprio.
Tra l’altro dopo, durante lo show, su Waiting, Bruce lo vedrà e si fermerà a salutarlo, gli farà proprio ciao con la manina, e gli regalerà un plettro, a fine concerto.
Mentre sono appoggiata alla transenna laterale a chiacchierare con Angela, arrivano due ragazze e chiedono a quello della security se le fa entrare nel pit. "Sai, arriviamo FINO da New York, abbiamo fatto apposta tutta questa strada". E capirai! Persino duecento miglia ti sei fatta! Fino da New york! ma schiantatevi.

Loro due ammiccano al security man. Ammiccano cosa? Security man rimanimi duro sulle tue posizioni, capito? non cedere alle lusinghe di queste due meretrici newyorkesi! Le fisso sperando che a entrambe cresca immediatamente un enorme brufolo pustoloso sul naso, ma niente. Il mio security man dice che non si può, spiacente. Vedendo che non si conclude, la più vacca delle due chiama un altro della security, gli fa cenno, Chi, io? sì, proprio tu, vieni qui. Quello si avvicina, e loro riattaccano, incuranti dei miei sguardi incattiviti. Ma che è, sex and the city in the pit? la finite? non è un locale dove si fa selezione all’ingresso, questo, brutte zoccole! Il secondo fa al primo, Ah, ho capito, una delle solite scene per entrare, e la vacca:" Nooo, non hai capito, noi non siamo le solite fan, saremmo veramente MOLTO riconoscenti, ci puoi chiedere qualsiasi cosa, se ci fai entrare, non diremo di no."
Sono scioccata, spero solo che cadano immediatamente a terra stecchite, ma probabilmente invece sarò io a schiattare di rabbia quando le faranno entrare... perché tira più un pelo di fan, si sa, che …

E INVECE NO! parte la musichetta (stavolta è Chuck Berry), arriva un terzo della security e caccia fuori le due groupie dei poveri, e giustizia, per una volta, è fatta. Capirai, arrivavano FiN da New york! zoccole.
 
Inizia il concerto.

Attacca con From small things, ed è un momento di felicità pura e cristallina.
The rising, lonesome day, night, Be true ( !!!)
Atlantic city, Empty sky, Waitin, Darlington County, Saint in the city ( EVVAIIIIII),
Worlds apart, Badlands, Out in t street,
Mary's place ( presenta the professor come "Roy the way on my Steinway Bittan" e Stevie ride e si tocca la fronte con un dito)
Streets of Philadelphia (e ci sta, si sa)
Into the fire, Thunder road,
Incident, una delle mie preferite in assoluto. Mentre sto venendo sull'assolo di chitarra di Bruce, uno dal di fuori della transenna allunga il braccio e mi scuote la spalla. Non mi volto. Insiste. Mi strappo dal nirvana e lo guardo di striscio, ma è più forte di me, quell’assolo è una cosa che, sempre per non lasciare Dante, che aveva capito tutto, ti entra dentro come la gloria di colui che tutto move, che penetra per l’universo, o per l’animo, e risplende.

Però vagamente cerco di dargli retta, perché magari è una cosa importante, magari ha bisogno di aiuto, magari non sta bene… lo guardo per un nanosecondo e lui mi indica con un gesto il mio braccialetto per il pit, evidentemente vuole che me lo sfili per darlo a lui e farlo entrare. Eh? cosa? come? non lo ascolto neanche realmente, e appena realizzo che è un solamente un rompicazzo che invece che ascoltare in religioso silenzio Incident on 57th street preferisce cagare la minchia agli onesti fan dei dintorni mi volto di nuovo verso il palco, e nel farlo mollo, inavvertitamente, sia chiaro, un cazzottone in faccia al rompicazzo. Bè, non l'ho fatto APPOSTA, davvero, potete credermi o NO, ma è la verità. Quello della security di fianco a me vede la scena e ridacchia, ma io ho occhi solo per quella Fender, e per quello che sta dicendo.

e lo sta dicendo proprio benissimo, tra le altre cose…


Poi Bruce fa -"Bè, dai ora facciamo questa, non la suoniamo dal 1986 (ma che sta addì?non c’è stato tour nel 1986, la suonava cosa? cosa sarà? – e un certo qual sospetto, restringendo il campo temporale di quegli anni, comincia ad affacciarsi alla mia mente…), non so neanche se ho la chitarra giusta, e spero che ognuno si ricordi la sua parte...."  Ridacchia, e attacca I'm goin down. Sono di sasso, penso ai truzzi, che sono un po’ più avanti e sono sfrenatamente eccitati, saltano come pazzi, felici come solo lui può farci ammattire di gioia, e penso a quanto sono scema, e rido.
Su Ramrod Bruce è letteralmente scatenato, raramente l'ho visto così fuori di testa. Indica a Stevie la luna piena, bianca, bellissima, la inquadrano anche sugli schermi intanto che Roy fa l'assolo al piano, e poi Bruce esce al buio e fa :" Everybody HOWL now!!" e tutti ululano come pazzi, lui compreso. Lupi mannari americani ma anche italiani a Philadeplhia. Ma che casino!
Born to run, My city, Land of hope and dreams.
Poi...
ecco... per la serie non aveva mica ancora fatto cose abbastanza strane, in questi giorni. . .
ehm. Pretty Flamingo. Eh.
Sono a bocca aperta, non ci sto credendo. Una serie di frasi e parole senza senso mi attraversa la mente, 1975, Born to run tour, wing for wheels, cosa, cosa, cosa?....sono TOTALMENTE disconnessa.

Il peccato, sì, peccato, di quando fa questi pezzi è che sei talmente incredulo che lui è già metà canzone e tu non hai ancora capito cosa sta facendo, e quando sei a tre canzoni successive BANG! ti arriva come una padellata in testa la consapevolezza che veramente, veramente hai ascoltato quel pezzo, insieme con la certezza assoluta che in realtà deve essersi per forza trattato di un’allucinazione e non l’hai ascoltata davvero.
Poi Rosie, e Dancing in the dark, e ne chiede un'altra al volo, penso sarà magari Seven nights, ma vedo che Bruce ride aspettando Roy che scartabella fra gli spartiti, non è pronto, evidentemente non è una che sa a memoria, e già io non mi sto sentendo benissimo, perché questi momenti di attesa mi fanno maleeeee...e Gesù è I'm a rocker, di nuovo! DIO!
 
Finisce. Bruce è stremato, l'ho visto davvero dare tutto.
 
Esco nel parcheggio, incontro i miei tre amici seduti per terra. Cristiano beve una birra, Leo guarda nel vuoto sorridendo, Lastè parla a raffica. Mi siedo accanto a loro, e poi mi sdraio per terra a braccia spalancate, e guardo il cielo stellato e la luna piena da lupi mannari.

Subito un americano vedendomi lì distesa mi si avvicina, Sta male?
io posso solo sorridere, non parlo, gli faccio un gesto vago con la mano. No, sto bene, benissimo.
Per me, è Pretty Flamingo, rewind.
 
Sono felice, felice, felice.
 
 
 
Appuntamento a dieci giorni dopo, al Giants Stadium, New Jersey.

 

*con il senno di poi, la scelta di questa canzone si spiega con il fatto che di lì a due mesi, a novembre, Bruce fece uscire il cofanetto dell’Essential, può darsi che in quei giorni di tour parlando del nuovo album gli fosse tornata/venuta voglia di suonarla dal vivo. Ma siccome ai tempi noi pubblico non eravamo al corrente della cosa, tale proposta live lasciava del tutto interdetti.  

 
 philadelphia 2
 

 
Inquisit's confidence was a little rusty at
10:07 of
giovedì, 23 agosto 2007

commenti (11)

Il giorno dopo non ho il pit, quindi adotto il metodo americano e arrivo verso le sei, che naturalmente per uno del luogo è scandalosamente presto, laddove per un italiano è irragionevolmente tardi. Temo un po' il discorso sedie sul prato,(nel senso che tutto il parterre dello stadio è a sedere), perché, tra le altre cose, non vorrei trovare il solito rompicazzo dietro che vuole stare seduto e mi dice di non alzarmi. Ma sono abbastanza davanti, spero di non avere problemi. Certo, con questi qua non si sa mai.
Inizia.
Solito video del dietro le quinte, poi attacca con Adam raised a Cain. UHUH! The rising, lonesome day, the ties that bind, Trapped e For you.....stiamo andando FORTE, ragazzi miei! Empty sky, Waiting, Spirit in the night....sìsìsìsìsìsìì!
Worlds apart, Badlands, She's the one, fantastica, quest'anno la fa con la chiusura in armonica,come nel ’78, fa vo lo sa!!!
Sono tutti in piedi, nessuno chiede di sedersi. Chi vuol stare seduto lo fa, senza scassare i cosiddetti. La rottura vera e propria sono le masse di gente che appena attacca un pezzo lento si riversano nei corridoi e ti passano davanti e ti chiedono permesso perchè devono andare in bagno, o al bar, o a salutare un loro amico che sta un po' più in qua, o un po' più in là, o un po' più in su, o un po' più in giù. Poi naturalmente ritornano al loro posto e ti ripassano davanti e ti ri-chiedono permesso e por********di quell***** ma che ti veniss***** un ****. Su Empty sky c'è un tale casino di gente che parla e che va e viene che sembra di stare in metropolitana all'ora di punta.

E’ fastidioso veramente, cerco di concentrarmi ma non è facile. Cioè questa cosa che gli americani sui pezzi lenti migrano in massa verso il bar o il bagno, quando la senti e sei in Italia o in Europa dici Va bè, che stronzi,è scandaloso, ma cazzi loro. Ma non ti rendi effettivamente conto che per loro un concerto rock è un concerto di pezzi forti, dove pigli e sballi. I lenti magari piacciono anche, ma sono fondamentalmente un momento buono per fare tutto quello che durante un pezzo rock non puoi fare, incluso parlare con gli amici, telefonare a casa, allontanarsi un momento per andare in bagno. Forse, per dirla più semplicemente, per loro non è una cosa sacra. Forse c’è anche il fatto che un fan americano ha visto molte più cose sconvolgenti di noi, in termini di scalette, e quindi non si scompone. Poi sicuramente in uno stadio c’è tantissima gente che si vede sempre il suo bravo concerto per ogni tour, che l’ha visto moltissime volte, che lo ascolta regolarmente e che si considera un fan, ma che non è, a tutti gli effetti, un fan, non come noi. E quindi questi normaloidi trovano del tutto naturale venire lì e divertirsi con la famiglia e con gli amici,e non comportarsi come facciamo noi che in realtà officiamo un rito sacro. Però va anche detto che se ti consideri un fan, dovresti per prima cosa portare rispetto per l’artista sul palco, e portare rispetto vuol dire ascoltarlo e se chiede silenzio stare zitto, non disturbarlo con i tuoi atteggiamenti del cazzo. Qui è questione più di intelligenza, che di essere fan, immagino.

E’ che quando tutta la tua fila, più le file vicine, più quelle avanti e quelle dietro si alzano e ti chiedono permesso e ti passano davanti per uscire durante Racing in the street, ti senti veramente deconcentrato, disgustato e per dirla tutta sull’incazzato nero.

Comunque sei anche consapevole che certe canzoni non le ascolterai mai in Italia, e questo è il prezzo da pagare, immagino.


Mary's place, Tougher than the rest, dedicata alla figlia, credo, per il suo compleanno, Into the fire, Thunder Road, Where the bands are, YEEEEH, I'M A ROCKEEEEEEEEEEER (I’m A rocker??? WOW! OOOH YES!), Hungry heart, Glory days,Born to run , My city of ruins, Land of hope and dreams, Rosie e Dancing.
UUUHHHHH!!!

e anche il secondo concerto se n’è ito… e due!

lincoln-financial-field-main 


Inquisit's confidence was a little rusty at
19:44 of
giovedì, 16 agosto 2007

commenti
"E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione".