Terzo e ultimo concerto: MEADOWLANDS.
Parto da Washington in macchina, e al primo accenno di New Jersey Turnpike mi ci butto come una naufraga sul salvagente. Detesto guidare in direzione New York, una volta ho sbagliato uscita e mi sono ritrovata per le strade di Brooklyn senza neanche una cartina... Brrrrrrr. Un incubo. Ma la Turnpike per noi springsteeniani è come la casa, la mamma, la nutella. Anche solo il nome ci evoca bei ricordi, ci rassicura : la sognamo dal primo ascolto di Nebraska, come può accaderci qualcosa di negativo mentre la percorriamo con Bruce sullo stereo e il New Jersey tutto intorno? Così, infatti, pian piano arrivo alle Meadowlands, e al mio motel, che dista un paio di miglia. Ringrazio il dio degli springsteeniani stanchi perchè miracolosamente evito l'uscita dell'Holland tunnel, che porta a New York, buttandomi all'altra estremità di un'autostrada a sei corsie e uscendone indenne. Bene. Domani, concerto.
Non ho il biglietto, dicevamo, così vado all'arena verso mezzogiorno, ignara che mi aspetta un pomeriggio che verrà ricordato negli annali (ma anche no) come il Giorno dello Psicodramma del Parking Lot. Ci sono una decina di persone in fila, e penso che aspettino il will call ( che sarebbe la vendita di biglietti al botteghino il giorno del concerto). Mi avvicino, chiedo. No, sono in fila per il pit. Guardo un enorme cartello sotto il quale sono seduti, che dice : AT 3 PM NUMBERED WRISTBANDS WILL BE DISTRIBUTED, UP TO 4.30 PM. AT 4.30 LOTTERY. NO FAN LIST ACCEPTED.
Scusate, domando, ma perchè state in fila se tanto i braccialetti numerati li daranno comunque a tutti i fan dalle tre? Mi risponde una ragazza un po' sbuffando: è una con una faccia di quelle un po' da fan isterichine, sapete quelle che parlano ma in realtà non ti guardano perchè sono tutte concentrate sul concerto, chè stasera suona Springsteen, e per Springsteen loro hanno preso i voti e fanno solo ‘ste metafore religioso-sessuali nelle loro menti bacate? Ecco, una di quelle. Mi dice che secondo loro alle 16.30 ci saranno pochissimi fan, forse neanche 400, e quindi entreranno nel pit. Ah. E perchè non dovrebbero esserci 400 persone, scusate? E' mercoledì, risponde, la gente lavora. Poi si volta e comincia a parlare con una sua amica della camicia di Bruce e del petto nudo che si intravede quando lascia i primi tre bottoni slacciati... AH! LO SAPEVO!!!
Comunque: MAH. Suona Springsteen alle Meadowlands, UN solo concerto in un anno, e secondo loro non ci saranno 400 persone? MAH.
Vado un po' più avanti. C'è un ragazzo una maglietta di Patti Scialfa, un altro ragazzo che parla inglese con uno strano accento che non riesco a identificare, e una simpatica coppia di 45 50 anni, i classici fan americani trentennali di Bruce. Chiedo se per caso hanno un biglietto in più. No, mi dicono, ma sanno di una ragazza che ne aveva uno in più. La coppia mi accompagna dalla tipa, che, naturalmente, è quella stronzetta isterichina. Sì, ha un biglietto GA in più, sì, lo vende a prezzo di costo, 120 dollari, ah, davvero vieni dall' Italia apposta per il concerto? Wonderful. Sì, come no. Apro il portafoglio, prendo in mano le banconote.... Però, dice la stronza. Rimango immobile. So cosa dirà. NON so se lo vendo adesso, dice. Sono, capite, indecisa. No, dice Mike, il marito della coppia di quarantacinquenni, non capisco: o è sì, o è no.
E' che forse deve venire questo mio amico... (sì, va bè, un'altra scusa??? Dillo che ti sto sui coglioni perchè faccio cose per Bruce che te che vivi a dieci miglia da qua non ti sei mai neanche sognata di fare, te e tutta la tua fede, stronza ).
La sua amica interviene: è che sei troppo buona, vuoi sempre dare una mano a tutti! Yeah, risponde lei, sì, sono proprio trooooppo generosa. Mi guarda per la prima volta negli occhi, e so esattamente cosa vuole dirmi: Forse, se mi preghi un po'.... Forse te lo vendo.
La guardo un attimo solo. Sorrido. Non preoccuparti, tesoro, sono sicura che troverai qualcuno a cui VENDERLO, prima di sera. Mi volto verso la coppia, hanno entrambi un'aria un po' stranita, e torniamo ai loro posti, in cima alla fila. Non capisco, dice Jamie, la moglie. E' venuta lei prima qua a chiederci se conoscevamo qualcuno che cercava un biglietto! Non vi preoccupate, li rassicuro: delle due l'una: o voleva vendere il biglietto a costo maggiorato, ma si vergognava a farlo davanti a voi e agli altri fan, oppure voleva che la supplicassi un po', ma sapete.... Non proseguo. Sanno, evidentemente, che stasera entrerò alle Meadowlands a costo di scavarmi un tunnel con le mani nude, ma NON pregando una stronza pseudo fan. C'è anche la terza possibilità, ovvero che abbia davvero un qualche tizio cui non frega niente di Bruce ma papabile per una scopata e preferisca dare a lui il biglietto piuttosto che a una fan... ma ci sono troppe parolacce in questa ipotesi perchè riesca a tradurla come si deve, e poi mica sono scemi, probabilmente ci stanno già pensando per conto loro. Torniamo da Maglietta Patti e Accento Strano, raccontiamo tutta la storia, e alla fine quest'ultimo se ne esce con un gran ZOCCOLA!!! che identifica il suo paese origine. Si chiama Roberto, è di Napoli ma vive qua da un paio d'anni. Ridacchiamo sul fatto che ci siamo parlati in inglese per mezz'ora.
C'è un po' di sole, il parcheggio è semivuoto, da un pick up parcheggiato davanti a noi esce a tutto volume il concerto di Orlando. Mi siedo con i miei nuovi amici, e parliamo un sacco. Maglietta Patti dice di essere un pittore, e di aver dato una volta a un negozio un suo quadro che ritraeva Patti e Bruce. Quello del negozio gli aveva poi detto di averlo venduto a Bruce in persona, ma lui, naturalmente, non c'aveva mica mai creduto. Poi due settimane prima era andato al concerto di Patti indossando una maglietta con stampata davanti l'immagine del suo quadro, e Patti all'uscita l'aveva guardato dicendo : Oh mio Dio ma questo è il quadro che abbiamo in soggiorno!!!! E' tuo? ed erano stati a parlare per un po'. E la cosa che piu' lo sconvolge, mi dice, è pensare al SUO quadro appeso nel soggiorno di Bruce. Cose del New Jersey.
Chiedo perchè stiano in fila lì, SERIAMENTE pensate che ci sia gente che non uscirà un po' prima dal lavoro per questo? Maglietta Patti è convinto. Forse l'ha visto così tante volte che l'unicità dell'evento è andata persa per lui. Mike e Jamie, invece, hanno una teoria matematico-scientifica: secondo loro, per essere nei 400 numeri estratti è necessario essere tra i primisssssimi, o tra gli ultimi numeri. Io non me ne intendo bene di aritmetica e statistiche, MAGARI c'hanno ragione, che ne so? nel mio gruppo gli ingegnIeri statistici o comunque matematico abili sono il Pada Mike e la Pape, e qua al momento mancano.
Intanto che amenamente passiamo il tempo in chiacchiere, Mike, il marito, non è contento. Si alza, prende, va, gira per il parcheggio. Mi dice che non è giusto che io non abbia il biglietto, vieni DALL'ITALIA, cavoli, DEVI entrare. E' più agitato di me. Io per parte mia ho deciso che
A) a un certo punto con l'inganno attirerò la Zoccola dietro a un fuoristrada e tramortendola a randellate le ruberò il biglietto, o
B) verso metà pomeriggio comincerò a darmi seriamente da fare chiedendo a tutti i fan.
Ma per ora è troppo presto, la gente nel piazzale non sta aumentando, tanto vale star qui tranquilli a chiacchierare godendosi il parking lot e il sole tiepidino. Niente, Mike è irrequieto. Anche sua moglie gli dice stai tranquillo, è presto, vedrai che lo troviamo fra un po'. Ma lui schizza via verso una cadillac in lontananza. Intanto noi si continua con le solite chiacchiere pre-concerto pro- palazzetto: qual' è stato il tuo primo concerto di Bruce, quante volte l'hai visto.... Meno male che ho il buon senso di stare zitta : questo l'ha visto per la prima volta nel ‘72.... GULP.
Quest'altra ha visto come primo concerto No Nukes, si ricorda che costava venti dollari. GASP. Quando cominciano a parlare di Spectrum a Philadelphia sono del tutto attapirata e decisa a suicidarmi decapitandomi con il cofano di una Coup de Ville. Per fortuna arriva Mike al piccolo trotto, ha trovato un biglietto! ( sottintendo per amor di chiarezza che per questi biglietto vuol dire GA, se no non se ne parla neanche). Si trascina dietro l'omino che lo vuol vendere, uno normaloide, per fortuna. Mike è del tutto calato nel ruolo del mio press agent, si incarica anche delle contrattazioni: Dai viene dall'Italia, falle un po' di sconto! Vabbè, dice l'omino, dammi 100, va bene così. Cavoli! Ringrazio Mike, che dice :" Ma figurati! E' l'una, facciamo il barbecue!!!!"
E così andiamo alla loro macchina, e apparecchiamo nel parking lot il classico barbecue americano pre-concerto di Bruce nel New Jersey. Io mi ero portata un pacchetto di crackers e una banana, giusto per combattere la fame. Questi hanno un enorme frigo appresso ripiano di ogni possibile schifezza intasa arterie vi possa venire in mente, e mangiamo come dei maialini fino alle tre. Andiamo a prendere i braccialetti numerati, e poi ricominciamo a mangiare e a bere. E' un bellissimo pomeriggio ( a parte che sono leggermente sbronza, piena come un uovo, con un biglietto GA per un concerto di Bruce di stasera e quattro nuovi amici ), dev'essere l'aria del New Jersey, ma propendo anche per l'ipotesi che sia l'alcool ingurgitato a farmi vedere la vie en rose.
Verso le tre ci saranno già circa cinquecento persone in fila, e altre ne arriveranno. Maglietta Patti è incredulo. Forse è anche un po' stanco, porello, è qua dalle dieci, e per niente.
Alle quattro e trenta, ora dell'estrazione, non potrebbe essere un giorno più bello. All'alba delle quattro e trentuno L'ORRORE si riversa su di noi. Viene estratto il numero 406, è Jamie. Sarà la prima persona in assoluto a entare nel pit. MA
il destino beffardo e anche in po’ bastardo decreta che Mike, suo marito, sia il numero 405, il numero immediatamente precedente, il che vuol dire che non solo entrerà DOPO i 400, entrerà proprio per ultimo, dopo tutti gli altri, e comunque non nel pit, ma nel settore dietro. Anche noi altri, purtroppo, siamo indietro, e siamo tristi per noi stessi, ma soprattutto per lui. ( La Stronzona, noto con soddisfazione, è fuori pure lei) ( Lei e il suo biglietto in più) ( AH ).
Gli accadimenti cominciano a precipitare a una velocità impressionante: escono quelli coi braccialetti colorati da mettere al polso dei fortunati 400, sono tre, uno è Jerry Fox, lo conosco di vista come tutti quelli che hanno visto un po' di shows. Mettono in fila i 400 controllando i numeri sui braccialetti, Mike corre avanti e indietro cercando di farsi ascoltare, ma nessuno lo guarda. Jerry, che di solito è di buon umore e gioviale, oggi deve averle girate, perchè gli risponde malissimo di stare a lato, prima daremo via i braccialetti, POI vedremo. E' assurdo, sono marito e moglie! E se anche gli danno un braccialetto alla fine, in effetti, è praticamente inutile, perchè lei sarà in prima fila, e lui dietro comunque. UFFFFFF. Persino i primi dei 400, quelli dietro a Jamie, sentendo la storia chiedono un braccialetto per Mike, una sola persona in più davanti non gli fa differenza, in fondo. Ma i Distributori niente, non alzano nemmeno la testa. Io, che ho visto con questi occhi Jerry tirare fuori braccialetti in più, biglietti extra e Pass praticamente ovunque, sono indignata. Capisco se chiedessero di non dividere un gruppo di trenta presone, o dieci, o cinque! ma cavoli, sono marito e moglie!
Passa così mezz'ora. Sono quasi alla fine dei braccialetti, che oggi sono rosa shocking. I Distributori sono rimasti in due, Jerry è entrato da qualche parte alle Meadowlands. Mike, disperato, tenta un'ultima volta e si butta su uno dei due, che però gli controlla il numero sul braccialetto, e gli dice Ascolta, devi parlare con Jerry, non posso farci niente... Anche Roberto si avvicina e comincia a spiegare la cosa per l'ennesima volta. Io, leggermente da parte, vedo che l'altro Distributore è distratto da quello che sta succedendo, e mentre ascolta Mike e gli altri allaccia i braccialetti a quelli della sua fila senza controllare i numeri. E' un attimo. Mi fiondo davanti a lui col braccio teso, saluto quello della fila come se fossimo amici da sempre, il Distributore mi allaccia il braccialetto e prosegue nella fila. Io rimango un attimo inebetita, poi corro da Mike che mi guarda leggermente scioccato. COME CAZZO FAI ad avere un braccialetto? Ma io invecchio. Non sono più la donna ch’ero una volta. In fondo in fondo sono una mozzarella, piango per la pubblicità della Barilla. Non sono del tutto instronzita. Quest'uomo mi ha cercato un biglietto, mi ha aiutato, mi ha dato da mangiare e mi ha tenuto compagnia per tutto il pomeriggio. Mi sfilo il braccialetto. Ascolta Mike, prendilo, è tuo. ( La parte integralista della mia fede springsteeniana assiste incredula : Rimetti. Subito! Quel! BRACCIALETTO!!! SUBITO, CAPITO ?!)
Ma Mike non vuole, No, dice, sono sicuro che Jerry alla fine me ne darà uno. Sì, convengo, PROBABILMENTE sì. In quel caso, gli dico, mi darai il tuo. Ma per ora, prendilo, e và da Jamie. ( Mi sento come quei protagonisti di film catastrofici in cui si può salvare solo uno di due e quello sfigato che rimane dice cose rassicuranti tipo : Me la caverò, e l’eroe giura Tornerò a prenderti! sì sì, ceeeerto ).
Mike dice no no e no, non insistere. Passa un'altra mezz'ora, sono quasi le sei. Alle sei e mezza al massimo apriranno i cancelli, è buio ora, tutti sono in fila, numerati e schedati per bene, Jamie piccolina e triste davanti a tutti. Vado a salutarla, le dico che ho offerto il braccialetto a suo marito, ma che non ne vuole sapere. Mi risponde che è quasi sicura che alla fine li aiuteranno, ma insomma, non è tranquilla.
Passa la Stronzona, si sta strusciando addosso a chiunque abbia un paio di pantaloni e la maglietta nera della security. Con indifferenza faccio finta di guardare l'orologio, e casualmente alzo il braccio con il braccialetto che, rileviamo, lei NON ha al polso. Mi guarda con odio. Ah, come godo. Direi che le piacerebbe proprio trascinarmi dietro un pick up e prendermi a randellate. Provaci, bambina.
Vedo passare le amiche di Suellen, e mi metto in fila con loro. Hanno dei braccialetti rosa di un concerto dell'anno scorso, e meditano di infiltrarsi, come me, del resto. Non potremo entrare subito, perchè all'inizio controllano i numeri, ma col buio, appena prima che inizi lo show, non sarà un problema. E nel pit, in America, chiedendo permesso con un certo garbo arrivi davanti come niente.
Alle sette ancora non hanno aperto, devono esserci dei problemi col sound check. Vedo passare Mike, lo rincorro ( NO! NO! FERMA! CHE FAI!): Mike, pigliati sto bracciale! No, forget it. Te lo meriti, vieni dall'Italia apposta!
UNO DUE TRE
....
Vabè, allora, se sei proprio sicuuuuurooooo! Cioè, non è che ti posso costringere! Ecchecavoli! D'altra parte sono sicura ssssicura che Jerry uno te lo darà...allora ecco che mi allontano piano piano......VIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!
Corro a rimettermi in fila con le ragazze. Finalmente aprono i cancelli, entriamo, ci danno un TERZO braccialetto, verde, e finalmente siamo dentro. Guardo il movimento verso il pit, ci si entra per un corridoio zeppo di security man che ti chiedono biglietto e braccialetti vari, tre dicasi tre, ma non controllano i numeri. Così entro anch'io, e arrivo piano piano in terza fila. ( Permesso? Permesso??) (americani...)
Manca pochissimo all'inizio, mi dicono che i primi entrati nel pit hanno visto il sound check di Patti. Dopo pochissimo, infatti, inizia. Esce lei con tutta la band, la sua band, intendo, non la E street, anche se il suo chitarrista, per dire, è Nils Lofgren.
Non si accorge di Bruce che è dietro di lei col microfono in mano ( è strano che non si accorga di lui, voglio dire, anche per l'immane boato che sale dal pubblico appena Lo vede), jeans e camicia chiara, non vestito ancora per lo show, insomma.
Comunque, lui apre bocca per presentare, e lei da' il via alla band, che attacca a suonare, e Bruce, azzittito, fa' una faccia un po' così, poi si volta e se ne esce. Eheheheeheheh
Rientra a suonare due pezzi durante lo show di Patti, Love stand up e As long as I..., si mette all'estrema destra con Nils. Fa qualche battuta con lei, si sorridono, molto rilassati e felici. Lui ha un'aria molto più tranquilla e serena rispetto a Washington, dove decisamente la tensione dell'evento era maggiore.
Dopo Patty c'è Jackson Browne, Bruce lo presenta e prima di annunciare il solito NO BROOOOOCE fa' solo un gesto col dito puntato verso di noi, come dire SAPETE ciò che vi aspetta! Ride.
Jackson Browne non mi è piaciuto molto, è un'opinione come un'altra, prendetela così in simpatia. Dico solo che non era rock, e sicuramente neanche rock'n'roll, e quindi. Sì non è che non sia bravo o non sappia il mestiere, chiaro che non è che si è qua a dire questo. Però i gusti son gusti, e d'altra parte vedo molte facce sonnolente all'alba del suo quarto pezzo, gente che si stiracchia, un po' di sbadigli, qualcuno che minaccia di impiccarsi con una corda della chitarra di Patti alla prospettiva del sesto pezzo lento a luci spente... meno male che il parere qua è unanime. Il Jackson ci risale però prontamente nella stima quando annuncia Stevie, e cantano I'm a patriot. Solo questa canzone vale tutto il concerto ( di Jackson Browne, eh ). Stevie esce ridendo sguaiatamente per cose sue, anche lui coi jeans che poi cambierà... evidentemente tutta la E street ha questa concezione anni ‘50 dello Show, ora ci si cambia e si va in scena, che mica mi dispiace, intendiamoci.
Poi il Jackson chiama Bruce per runnin' on empty, bene bene bene. BENE.
Mentre attendiamo che Bruce esca, Rena, una delle ragazze, mi dice che ha visto passare Eddie Vedder prima. Cazzo. CAZZO! CAZZISSIMO!!!!!! Comincio ad agitarmi.
Mi guardo intorno. Sono alle Meadowlands, Bruce sta per uscire.... Che vita! Davanti vedo delle braccia che si agitano furiosamente verso di me... mi faccio largo per un attimo, sono Mike e Jamie, in prima fila attaccati al palco davanti al microfono di Bruce! Jerry l'ha fatto entrare! AH! che bellezza!
Si spengono le luci.
The Stars Spangled Banner, Born in the USA, Badlands, Lonesome day, così per farci ballare un po',
e poi esce Eddie, ed è No surrender, e cavoli come canta quest'uomo! Darkness, Eddie con la sua Fender col mirino disegnato, e poi Betterman, cavolissssimo, Betterman cantata con Springsteen! GAAAAA!
Eddie esce applauditissimo, e meritatamente, tra l'altro. Penso che davvero meriti, e sappia, stare sul palco con Bruce, e non è mica poco.
Johnny 99, poi schizza sul palco Fogerty, ogni volta che lo vedo salta più di prima. Centerfield, Deja' vu, Fortunate son, salta così tanto che Bruce lo indica a Stevie e scoppiano a ridere come due matti, poi Promised land, The rising
si spengono le luci, Roy accenna Racing, i microfoni sono due, chi chiamera' a cantare con lui? è Jackson Browne, la canzone è quanto meno adatta ai suoi ritmi, lo vedo però un po' teso, ma Bruce gli fa cenno, gli indica il tempo e le entrate. Bellissima, che dire? Eh. (sospiro)
Mary's place, Born to run, poi.... poi Fogerty è di nuovo sul palco.... Proud Mary, Bad Moon rising, Travellin band.... DIO, è troppo. Troppo.
Tutti sul palco per il gran finale, Peace love and understanding, Eddie come sempre spaziale, e poi People have the power. Fantastica, tutti in piedi a gridarla.
Bruce sorride, è felice, si guarda intorno. La gente lo appalude, tutti, tutti lo amiamo. Un uomo che crede in valori d'altri tempi, oggi anche fuori moda, un uomo che ha il coraggio delle proprie idee, e il coraggio di ammettere davanti al mondo che appartiene a quei valori, e che non li rinnegherà mai. Un uomo attaccato a volte da perdenti che non hanno mai osato nessuna scommessa, e che ha ancora la capacità di credere che quei valori un giorno trionferanno sul cumulo di malvagità e stupidità che ci circonda, perchè chi ha un grande cuore, come Bruce, non può far altro che crederci, in una terra promessa che un giorno arriverà.
" Il rock'n'roll è una droga, ed è una delle più forti,
perchè non ti lascia scelta: o tutto, o niente.
Anche il country ti accende e può ucciderti,
ma è un fuoco che arde più lentamente... "
Neil Young
Lorenza
6/14 ottobre 2004
WASHINGTON.
All'aeroporto di Orlando incontro una coppia di gini, marito e moglie, che vedendo la maglietta di Bruce mi si attaccano come due patelle. Sono di Washington, ma sono venuti a vederlo a Orlando perchè non hanno trovato biglietti per il concerto della loro città. Gli chiedo che posti avessero la sera prima, e mi dicono perplessi che avevano un floor, ma non era numerato, capisci, quindi non sapevamo bene dove metterci. Cioè se compri un biglietto ma non c'è il numero del seat, in realtà quelli dell'organizzazione dove MAI pensano che dovremmo sederci??? E' incredibile! ( americani....) Gli dico bè, se non fate la lotteria per il pit, vi scegliete un posto qualunque del floor, e vi vedete il concerto da lì. Sì, ma come faccio a sapere che quello è il mio posto? Ci rinuncio, sospirando, e cambio argomento chiedendo quali sono i loro dischi preferiti. Lui non è sicuro (il che vuol dire che probabilmente non ha neanche tutti gli album), lei nemmeno, però mi assicura che la sua canzone preferita è Brilliant disguise. AH BE'. ( che in realta' già è stata sofisticata, poteva sparare Philadelphia o Dancing in the dark). Così li saluto, e me ne vado, assicurando loro che se passano davanti al palazzetto la sera del concerto troveranno sicuramente dei biglietti, e siccome tutto il floor è numerato, con sedie, non avranno PROPRIO nessun problema. Mi dicono Ma no, è esaurito! Sì, rispondo, dicono sempre così, ma un biglietto salta sempre fuori. No, no, non osiamo rischiare. (rischiare cosa??? ci vivete a Washington! al massimo andate a mangiarvi una pizza!) CAVOLI.

Il concerto di Washington me lo voglio proprio godere all'americana: tranquilla, rilassata, poco casino. Intanto ho un ottimo posto, floor sezione centrale, nelle prime venti file. E' numerato, ovviamente, quindi arrivo con calma verso le cinque. Inizia alle sette, e naturalmente non c'è nessuno, solo io, un altro italiano, e due o tre bagarini. Ma è più forte di me, non ce la faccio a stare lontana dal palazzetto troppo a lungo la sera del concerto. Mi metto a parlare con il ragazzo italiano, vive a San Francisco ma è arrivato apposta per lo show. Lì davanti, dall'altra parte della strada, c'è un gruppetto di manifestanti che sciorinano striscioni tipo : Springsteen presents Saddam, oppure Springsteen is for Terrorism, con foto del mio amato accostate a Saddam. Sono scioccata. E' una cosa così orrenda che mi fa male fisicamente. Cioè l'ho visto spesso denigrato da qualche collega, ma mai... odiato. Vedere qualcuno che lo offende così apertamente, e ingiustamente, è una cosa devastante. Medito di attraversare la strada e prenderli tutti a testate.. ma in realtà, non ne vale la pena. Rischierei solo di farmi arrestare, con conseguente perdita del concerto, cosa assolutamente senza senso. Passa un po' di tempo, la gente aumenta da entrambe le parti, e si crea questa cosa ridicola con noi fan da una parte della strada a guardarli con odio, o raccapriccio, o disgusto, e loro a intonare beoti slogan.
Volendo, per noi italiani ci sarebbe da trarre una lezione di democrazia, considerando che le due parti convivono e co-manifestano senza violenza e con una certa civiltà... ma non volendo, continuo a desiderare di poter attraversare la strada e dare il via all'Operazione Capoccia.
Qui fuori, più che a Orlando, ci sono un sacco di attivisti politici e giornalisti. Ogni due metri c'è qualcuno che ti vuole intervistare, e anche se dico che sono italiana, Fa lo stesso, che ne pensi? Che dicono in Europa? Da voi in Italia votano? tutti? (sì, per votare votano, tutti. Su QUELLO che votano...eh, bè. Lasciamo perdere.)

Per le sei aspetto Suellen col suo ragazzo, se ragazzo è il termine che cerchiamo per definire Jay, che ha 56 anni, due divorzi alle spalle e un orecchio dal quale non sente. Sono un po' in ansia, perchè avrebbero dovuto cercarmi un biglietto per le Meadowlands. Arrivano, e mi dicono che non hanno potuto prendermi nessun biglietto, è un vero peccato, mi dicono, perchè proprio quel giorno hanno messo in vendita dei GA. Che devo dire? PECCATO! Convengono che sì, effettivamente, è un peccato. Bene. Ora che siamo tutti d'accordo su questo punto importante, Suellen passa a presentarmi un gruppo di ragazze sue amiche, perchè lei non verrà nel New Jersey, ma loro sì, e vuole che io abbia qualcuno con cui passare il pomeriggio, e che mi aiuti a cercare il biglietto. Non preoccuparti, mi dice. Non sono preoccupata, Suellen, ti assicuro, non è la prima volta che ne cerco uno, davvero, tranquilla. Ma non la convinco. Sento che mi guarda pensando Sì, dici così, fai la coraggiosa, ma io SO che stai male. Medito di raccontarle una normale attesa italiana per i biglietti, una qualunque di quelle che ho fatto dall'85 a oggi...ma perchè essere crudeli? Lasciamola cullarsi nei suoi sogni in cui il massimo sbattimento sono un paio d'ore di attesa con Ticketmaster.
Visto che siamo in coda, e dobbiamo starci per almeno mezz'ora, chiacchieriamo un po'. Una delle ragazze sue amiche ha una spilla carinissima, col faccione ebete di Bush e sopra la scritta : Meanwhile in Texas a town was missing an idiot...
Vede che la guardo, mi dice che l'ha comprata a un comizio di Kerry. Chiedo se sono tranquille su chi vincerà le elezioni... hanno tutte un brivido. Detestano anche solo l'idea di altri quattro anni di Bush, non lo sopportano proprio. Tutte sono fan di Bruce, da anni, eppure solo da qualche mese tutte si sono iscritte a Moveonpac, o a qualche organizzazione di volontari democratici. Nessuna di loro è mai stata impegnata politicamente prima d'ora, ma, dicono, ora non si può più stare qua ad aspettare senza far niente. Dico, bè, comunque, almeno ci state provando seriamente... La cosa strana è che per loro impegnarsi politicamente vuol dire convincere quanta più gente possibile ad andare a votare.
A questo punto Joellen, che fino ad ora è stata buona a bere la sua birra dal sacchetto di carta (siamo per strada) guarda dall'altra parte della strada, e VEDE i dimostranti. Così mi butta il suo giubbotto, e la sua birra, e mi dice : Ah, ora vado la' davanti a quei cazzoni, e mi metto a ballare il rock'n'roll sulle loro chiappe, ECCO cosa ho intenzione di fare. Vorrei trattenerla, ma poi, in fondo, perchè no? E' a casa sua, non rischia di essere espulsa... VAI SUELLEN!!! Attraversa la strada, si piazza davati al cartello Springsteen presents Saddam e comincia a ballare cantando. Non la sento, ma presumo sia Out in the street. Dopo un po' Jay, il suo ragazzo (OH BOY!), esprime preoccupazione sul fatto che possa essere arrestata. Condivido. Così attraverso la strada e la prendo per un braccio, mentre lei sbraita contro uno che le ha appena detto : We have a drunk demo just here! AH HA!
Lo fissiamo male, poi la trascino via. Tanto la stupidità vincerà sempre, è inutile.
Torniamo in fila con le ragazze. Attorno a noi molta gente in coda, qualcuno rilascia l'ennesima intervista. Molte maglie dei Pearl Jam, della Dave Matthews Band, che qua in America è molto popolare, qualcuna di Neil Young. Tante, ovviamente, di Bruce, ma non tantissime. Le ragazze mi dicono che stasera questo è un avvenimento politico quasi più che musicale. Ci saranno molti attori democratici, venuti apposta da Hollywood. La società indipendente di produzione di Robert Redford, la Sundance, ha avuto l'idea e ottenuto i permessi per trasmettere la serata via etere.
Mi arrivano molti sms da amici a casa che mi chiedono se è vero che Bruce suonerà 20 minuti, e quando, e cosa, e come, e dove. Non ne ho proprio idea, lì noi ne sappiamo meno che tutti gli altri. Penso, ma non è che ne sia certa, che Bruce dovrebbe suonare per ultimo... ma è proprio un'ipotesi.

Comunque. Entriamo verso le 18.30. Vado al mio posto, è ottimo. Sono a lato del corridoio, ho dietro di me due tizi alti un metro e ottanta, così posso stare in piedi quanto voglio, a venti file circa dal palco. Ottimo davvero. Il palazzetto, oltre che gelido, è semivuoto. Una ragazza seduta di fianco a me, fan dei Pearl Jam, mi dice che molti suoi amici entreranno verso le otto o le nove, quando cominceranno a suonare quelli più bravi. E' normale, no? Già. ( americani...)
Alle sette escono Bruce, Dave Matthews, Michael Stipe, Eddie Vedder e Jackson Browne. Lo sparuto pubblico si alza e trova la forza di emettere qualche BROOOOOOCE, così per non andar giù di esercizio. Solito discorso di presentazione, elencano i nomi dei musicisti che parteciperanno alla serata, ( la E street suonerà per ultima. YEAH!) poi Bruce si volta e si allontana per primo, forse chiamato da qualcuno dietro le quinte. Il boato che lo segue è parecchio forte, Eddie Vedder dice Sì ma guardate che torna. Eccome se torna! Appena sentito il primo BROOOOOCE, si volta, ritorna sul palco e lancia il proclama sul NON BROOOOOOCING SHOW, absolutely Broooce-free night.
Poi iniziano cinque ore di musica fantastica, di ottimi musicisti e di grandi grandi artisti, uno più bravo dell'altro. Me lo godo tutto, roba così in Italia te la sogni.... Mellencamp fa il suo bravo dovere, e ha una band stratosferica, Keb' Mo' con Bonnie Raitt è esageratamente bravo, James Taylor è leggermente soporifero per i miei gusti, giusto quell'attimo, ecco, (non che non sia bravo, intendiamoci, solo.....leeeeeeeeeeento). Sul gruppo hip hop me ne vado in bagno, nonchè a mangiare, cioè, io proprio non ci voglio neanche provare, niente rap nella mia vita, yeah yeah c'mon.
Pian piano il palazzetto si riempie, davanti a me un sacco di attori, Ben Stiller, Robert Redford, Tim Robbins, Susan Sarandon. Le ore passano in fretta, e bene. Sul palco, gente sempre più brava, i REM, (e Bruce su Man on the moon). Una cosa mi fa sorridere: alla fine di ogni set, un numero consistente di roadies salta sul palco, che è girevole e diviso in due metà, così, mentre un gruppo suona, dietro preparano gli strumenti per il seguente, e l'attesa tra un'esibizione e l'altra non è eccessiva. Ma naturalmente molte cose vanno smontate comunque subito, prima che il palco giri. Alla fine dei REM sul palco si saranno una quindicina di roadies, più due assistenti con cartellette e cuffie, più Kevin, l'uomo delle chitarre di Bruce, che attraversa tranquillo tutto il palco per staccare solo due fili, evidentemente connessi alla SUA Fender, e poi scende e si allontana sereno, custode della Sacra Excalibur, mentre gli altri sbuffano e si aggrovigliano in mezzo a intrichi laocoontici di fili. Secondo me, gli altri roadies lo odiano.

Poi suonano i Pearl Jam, grandiosi, assolutamente da brivido, e infine la Dave Matthews Band. So che tra poco deve iniziare Bruce, sono quasi le dieci e mezza, se il concerto deve finire per mezzanotte forse suonerà un po' meno di due ore, ma certamente non i fatidici ventidue minuti! Però dietro di me uno assicura che deve ancora suonare Ben Harper. Io non sono sicura, mi sembra che non lo abbiano elencato all'inizio, però... il palco gira, quello è un organo hammond, quello è il piano di Roy, no ragazzi, niente Ben Harper, qui c'è la E street. Tutto il pubblico rumoreggia, si alza. L'attesa comincia a essere intensa, e dire che non sono neanche tutti fan di Bruce. Penso che non ci saranno grandi sorprese nella scaletta, nè francamente, lo desidero. Questa serata è di Bruce e dei suoi amici, per una causa. Mai come stasera è necessario non giudicarlo come un maledetto juke-box.
Finalmente... Ci siamo.
Stars spangled banners, Born in the USA, Badlands, No surrender. Mai come stasera questi inni sono stati così pregni di un significato politico. Mai gridare No surrender è stato così totalmente per una causa, piuttosto che per un problema esistenziale.
Poi arriva Fogerty, di nuovo Deja vu, Fortunate son ( non sono nato fortunato, con un cucchiaio d'argento in mano, non sono figlio di un milionario, no no, non io ), poi Because the night con Michael Stipe. Quindi Mary's place.
Fin qui, la parte del pubblico non prettamente springsteeniana ha assistito senza ben capire. Sono pezzi di denso significato, con testi profondi che se non conosci non ti coinvolgono più di tanto. Come puoi gridare No surrender col pugno alzato, se non la sai? Così, qualcuno batte le mani, qualcun altro tiene il tempo col piede, qualcuno guarda gli assoli di chitarra, ma insomma, vedo che si domandano... dov'è sto famoso fenomeno del palcoscenico???
Anche all'attacco di Are you ready? solo noi rispondiamo in coro, gli altri stanno da parte domandandosi.
POI.
A metà della canzone, dove dovrebbe presentare la Band, Bruce attacca il discorso politico. E' il suo momento. Mischiando il ritmo che una volta usava per la Rieducation, the Power and the Mistery usa tutta la sua energia per la propaganda antigovernativa. Questa gente DEVE andare a votare, le cose DEVONO cambiare. Si sposta sul palco con sguardo assatanato, trascina, istiga, sfida, manca poco che scenda dal palco e afferri qualcuno per il bavero gridandogli CHE ALTRO ASPETTI?????
E' così energico nella sua incazzatura che mi fa paura. Questo è il Jersey Devil. Se si accorge che sono italiana e non posso votare scende dal palco e mi piglia a calci nel sedere per tutto il perimetro del palazzetto. Va avanti per cinque minuti buoni. C'E' QUALCUNO DI INDECISO A WASHINGTON, MI DICONO. INDECISO????? INDECISO??????? WHAT THE HELL ARE YOU WAITING FOR???????
Riattacca con Are you ready???????, e un boato esplode in risposta. Mi volto. Tutti gridano come pazzi. La gente che prima era seduta ora è in piedi e applaude. Quelli che erano già in piedi sono saliti sulle sedie, e si abbracciano, gridando YES! Tutto il palazzetto è una bolgia in delirio. Ho la pelle d'oca, non ho mai visto niente del genere. Di solito, succede, certo, ma in uno stadio pieno di gente già comunque fan. Questi assatanati che gridano in risposta fino a dieci minuti fa non avevano mai neanche comprato un disco di Bruce. E' incredibile. Micheal Stipe, che è sceso con gli altri musicisti nel settore sotto il palco, lo guarda, giuro, con la bocca aperta e le braccia alzate, tipo apparizione della Madonna di Lourdes, è assolutamente ipnotizzato, non riesce a staccargli lo sguardo di dosso.

Finisce Mary's place, e attacca Born to run, con i due ragazzi dei REM, al solito. Alla fine della canzone, Bruce si volta e fa' segno a Mike Mills di fare lui i cori al microfoni, sapete le urla finali? Mike ha uno sguardo esageratamente felice, è proprio come se uno di noi fosse lì sul palco e Bruce gli facesse ‘sto regalo. E, CAVOLI, li sa i cori, proprio paro paro!
E' quasi finito, e la gente comincia ad andarsene. Poi nel mio settore sono tutti vip, si sa. Così schizzo avanti, e chiedo all'omino della security di farmi stare lì sotto per gli ultimi due pezzi, cooome on! Sìììììì! Sta security democratica è proprio simpatica e alla mano!
Cominciano, Peace love and understanding, con Eddie Vedder e Michael Stipe, e infine People have the power, con tutti, proprio tutti, sul palco. Non so più dove guardare, ci sono chitarre ovunque. Patty fa i cori con i Jurassic 5, che fanno yo-yo a Bruce che ride, Michael Stipe con una maglietta bianca con la scritta Kerry si catapulta da una parte all'altra del palco esibendola e facendo segno Votate!!!, Eddie Vedder si muove come un Dio, Gary è sulla sinistra con Stevie e Nils, Fogerty salta come un matto, tutti suonano qualunque strumento disponibile, Stipe corre davanti a Clarence che sta suonando si piazza davanti al sax e fa finta di essere spazzato via dal suono, e poi Bruce che abbraccia i ragazzi hip hop... è troppo. Dovrebbe durare cent'anni, e dopo cinque minuti è già finito. Grande. Assolutamente GRANDE.
Vado a suicidarmi, o in alternativa a cercare di prendere la metropolitana.

"E d'un tratto capii che il pensare è per gli stupidi, mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione".